L’Arabia saudita è uno dei tanti Stati in cui vige ancora oggi un regime estremamente restrittivo per le donne, imposto principalmente sulla libertà di esercitare i propri diritti, le proprie libertà politiche, sociali economiche e civili. Il vigente regime di discriminazione è il frutto di un’intricata serie di elementi tra cui la religione e la politica, su cui si regge la monarchia saudita. La nomina di Mohammed bin Salman al ruolo di principe ereditario avvenuta nel 2017, si è accompagnata a considerevoli trasformazioni nel tessuto sociale saudita. Sono state, infatti, implementate diverse riforme che hanno in breve tempo alterato alcuni aspetti della tradizionale struttura della società. Nello specifico, le misure adottate in merito ai diritti delle donne e ad una loro maggior inclusione all’interno della cittadinanza, si inseriscono nell’ampio progetto di diversificazione economica conosciuto come “Vision 2030”, una realtà e una società estremamente tradizionalista rispetto allo stato confinante del Qatar dove le donne, per la prima volta, sono state autorizzate a giocare il torneo di Beach Volley in bikini sportivo. Naturalmente è un passo piccolissimo e minimo rispetto a ogni forma di libertà di cui ogni donna dovrebbe godere; eppure è la dimostrazione che le società stanno cambiando. È compito di tutti i Paesi insistere sulla libertà dei diritti delle donne e aiutare attivamente quelle culture in cui, ancora oggi, sono presenti diseguaglianze tra uomini e donne.

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