La strada che conduce verso la totale emancipazione della donna è ancora molto lunga e nonostante le donne stiano acquisendo sempre maggiori diritti e quasi pari libertà dell’uomo in numerosi Paesi, in altri tuttavia esse non hanno nemmeno la possibilità di usufruire di benefici che per noi potrebbero sembrare scontati, ma che ai loro occhi appaiono come privilegi inaccessibili: un’educazione completa, la possibilità di praticare ogni tipo di sport, viaggiare liberamente, addirittura guidare in un paese dove la legge lo permetta. 

Più in particolare parliamo di alcuni stati in Medio Oriente, che tutt’oggi negano alle donne di compiere le azioni più semplici e che per noi ormai sono ordinarie: guidare è una di queste. Fino al 2018, infatti, in Arabia Saudita per le donne era vietato mettersi al volante e per chi violava questa regola, il carcere rappresentava la pena meno severa. Loujain Alhathloul è stata la prima donna a guidare un’automobile nel suo Paese: un gesto che le è costato torture come violenze sessuali e persino l’elettroshock. E’ la storia di una donna che ha rischiato la vita per restituire un diritto alle sue compatriote, spingendole a lottare per ottenere l’uguaglianza con il sesso maschile, fatto che in Arabia Saudita è ancora considerato alla stregua di un crimine. 

Quando nel 2014 ha completato i suoi studi in Canada, Loujain è tornata nel suo Stato, e non riusciva a comprendere perché a lei non fosse concesso compiere un’azione così semplice e normale come quella di guidare; così, per protesta, è salita in auto e ha percorso il confine del suo paese, attirando l’attenzione del regime che inizialmente l’ha punita con 3 giorni di prigione. Ma Loujain non si è lasciata intimidire e la sua battaglia non si è arrestata qui: si è anche candidata in politica nel 2015, ma è stata ovviamente osteggiata dal regime. Tuttavia, grazie alle sue azioni e alla campagna battezzata “Women to drive”, che aveva accresciuto il numero di attiviste e portato maggior consapevolezza tra le donne, nel 2018 l’Arabia Saudita stabiliva la concessione delle prime patenti di guida al genere femminile, mentre per Loujain il vero tormento stava appena per cominciare. Nello stesso anno, infatti, i militari fecero irruzione a casa sua, arrestandola con l’accusa di tradimento alla patria e da allora in carcere è stata sottoposta a torture, abusi sessuali e mesi in cella di isolamento; è stata rilasciata solo il 21 febbraio 2021, ma non ha ancora trovato la libertà. Nonostante ciò, lei con coraggio continua a lottare per combattere i pregiudizi e per convincere ogni donna che tutte hanno il diritto di vivere alla pari con gli uomini.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2021 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account