Il tema natalità è diventato negli ultimi anni sempre più critico per le famiglie italiane: alla nascita di un figlio, i genitori si caricano di numerosissime responsabilità e devono dedicare gran parte del loro tempo per crescerlo ed educarlo. Lo Stato dovrebbe incentivare le coppie italiane a procreare o quantomeno aiutarle e sostenerle durante la prima fase notoriamente molto faticosa. In realtà l’Italia è uno degli Stati più “arretrati” da questo punto di vista. Avere un figlio nel nostro Paese, infatti, è addirittura penalizzante, soprattutto in ambito lavorativo. Le donne hanno il diritto di congedarsi dal lavoro per un periodo totale di 5 mesi, distribuito prima e dopo il parto, con un minimo di 3 mesi dopo la nascita con l’80% di retribuzione. I neopapà possono congedarsi soltanto per 10 giorni in tutto entro i primi 5 mesi di vita del figlio con il 100% di retribuzione. In questo sistema, però, troppo non funziona come dovrebbe. Molto spesso le lavoratrici vengono discriminate se in età fertile, perché in caso di loro gravidanza va mantenuto il posto di lavoro alla neomamma nel periodo di congedo, creando una discontinuità nel lavoro. Inoltre il divieto di licenziamento per motivi di maternità porta a relegare le dipendenti alle mansioni meno importanti e ad escluderle dai progetti più importanti, con una conseguente impossibilità di fare carriera. Per quanto riguarda gli uomini, invece, il congedo di paternità è tra i più brevi d’Europa (ricordando poi che è stato solo recentemente esteso ai 10 giorni, mentre prima erano solo 7): i neopapà finlandesi, ad esempio, possono usufruire con la compagna fino a 14 mesi complessivi di congedo, mentre quelli svedesi anche per più di un anno, ovviamente retribuiti dall’80 al 100% in base ai casi. Recenti dati ISTAT sulla natalità del 2020 in Italia presentano numeri drammatici: combinando l’effetto dell’aumento della mortalità dovuto al Covid con la riduzione drastica della natalità, lo scorso anno è come se fosse sparita dall’Italia l’intera popolazione di Firenze. Senza adeguate e vigorose misure di sostegno alle famiglie ed in particolare alle mamme, la crescente incertezza di questo periodo è destinata a peggiorare ulteriormente il trend e l’Italia rischia di trasformarsi in un paese di vecchi, in cui la popolazione attiva faticherà a sostenere i costi delle pensioni e delle cure necessarie ai più anziani. Il tema è urgente e prioritario: per stimolare i giovani ad avere figli serve una iniezione di fiducia e serenità che, anche se fosse data subito, porterebbe i suoi frutti solo fra qualche anno.

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