L’Italia registra la natalità più bassa fra gli stati industrializzati e dalla risposta ad alcune domande fatte ai giovani d’oggi sembra non ci possa essere alcun miglioramento. Vari sondaggi hanno infatti rivelato che molti adolescenti tra i 18 e i 20 anni si immaginano un futuro senza figli e le motivazioni sono molteplici.
Alcuni di loro preferiscono fare carriera, quindi avere un figlio comporterebbe un ulteriore ostacolo nella loro vita e un’instabilità lavorativa; altri temono di non riuscire a sopportare economicamente questa scelta; alcuni non si sentono in grado di reggere una responsabilità così grande.
C’è poi un’altra categoria, che in America chiamano Ginks e che significa “Tendenza verde e niente bambini”: sono quei giovani che vogliono salvare il pianeta e, siccome è stato calcolato che far nascere un bambino significa produrre oltre le 58 tonnellate di CO2 per anno, rifiutano la scelta di avere figli. Alcune coppie quindi preferiscono avere al massimo un solo bambino per evitare surriscaldamento e problemi ecologici.
Questo tema delle culle vuote non è da sottovalutare e lo Stato italiano dovrebbe prendere maggior consapevolezza degli orientamenti giovanili a questo proposito: dovrebbe farsi sentire più vicino alle famiglie e soprattutto alle donne, che in caso di gravidanza sono le prime a perdere il lavoro. Bisognerebbe quindi, con politiche adeguate, conciliare maternità e lavoro; incrementare i sostegni economici legati alla presenza dei figli, aumentare i servizi socio-educativi di qualità e accessibili alle giovani generazioni.

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