Con il termine “trappista” si indica quella birra prodotta in numerosi monasteri dell’ordine cistercense di stretta osservanza, chiamato anche, appunto, trappista. La produzione di questo tipo di birra artigianale, in origine realizzata in molte sedi diverse, tra Francia, Belgio, Germania, Austria Italia e Stati Uniti, sta pian piano scomparendo, a causa della diminuzione costante del numero di vocazioni alla vita monastica. Infatti, il titolo di trappista viene conferito solo se la bevanda viene prodotta sotto l’esclusivo controllo di membri dell’ordine e col solo fine di finanziamento degli stessi. E’, dunque, sempre più difficile continuare la produzione secondo regole così rigide e allo stesso tempo competere con i grandi marchi internazionali che godono di ben maggiori vantaggi, anche economici. L’idea che una tradizione culturale tanto importante possa scomparire fa riflettere sulla direzione che il mondo sta prendendo a causa del continuo sviluppo e della globalizzazione: per quanto sia importante e inevitabile la connessione culturale nel globo, è altrettanto necessario non dimenticare mai le tradizioni culturali e sociali che caratterizzano ogni parte dell’umanità, perché costituiscono patrimonio e testimonianza del passato e di ciò da cui veniamo.

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