Che sia per svago o per lavoro, ognuno di noi ha almeno un computer o un tablet, cui si aggiungono spesso le televisioni, fino a due o tre per casa, senza contare ovviamente i telefoni. Ci siamo abituati a stimoli continui, veloci e ripetitivi: gli episodi di soli venti minuti fruibili sullo schermo riempiono perfettamente gli spazi generati da una routine sempre in movimento. Rispetto a questa facilità e immediatezza di fruizione, l’emozione che un libro può regalare non è più sentita come una priorità. A prevalere è la percezione della lentezza insita nel processo di lettura, nonché della necessità di concentrazione richiesta.
Questo essenzialmente è il motivo che spiega il basso numero di lettori. Eppure leggere permette di vivere vite alternative che con un film di un’ora sfiori appena, con la fruizione passiva davanti ad uno schermo luminoso. I libri, poi, stimolano la fantasia e ci permettono di costruire una sensibilità che va oltre ciò che vediamo tutti i giorni. Tornare dallo streaming al libro aiuterebbe a sviluppare il proprio senso critico e, effetto non trascurabile nella nuova coscienza ambientale, contribuirebbe a diminuire il surriscaldamento globale. La carta infatti è biodegradabile e se si vuole leggere un libro esistono le biblioteche pubbliche, mentre i dispositivi funzionano ad energia e per il momento non esistono luoghi per il noleggio di televisori.
Procedere così ad una sorta di retro evoluzione potrebbe portare a significativi e positivi cambiamenti per tutti.

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