“Laudatores temporis acti”: l’espressione latina esprime il rimpianto del passato. Senza trasformarsi in “estimatori del tempo già compiuto”, è indubbio che il presente, quanto alle nuove tecnologie, sta evidenziandone inquietanti ripercussioni negative sulle nostre vite.
In particolare l’evoluzione dei telefoni cellulari nei moderni smartphone ha portato specialmente i più giovani ad instaurare con questo strumento un rapporto non sano fino a raggiungere un utilizzo patologico e a rischio dipendenza. Nei social network i giovani mettono a disposizione degli altri identità fittizie che non li rappresentano realmente e allo stesso modo questo è quello che ricevono dagli interlocutori, creando così relazioni artificiose, non veritiere, false.
Questa realtà virtuale può diventare un terreno fertile per percorsi di sofferenza psichica, infatti, se l’artificiale sostituisce il reale, quando ci si trova di fronte alla realtà, non si è in grado di affrontarla e tale disagio spesso sfocia in ansia e depressione.
Studi dell’Osservatorio nazionale sull’adolescenza hanno dimostrato che gli adolescenti trascorrono dalle tre alle sei ore al giorno attaccati allo smartphone, anche nei momenti di pausa: incapaci di gestire la noia, lo usano anche a scuola nonostante i divieti. L’arrivo dello smartphone ha radicalmente cambiato ogni aspetto della vita degli adolescenti, dalla natura delle loro interazioni sociali alla loro salute mentale. Gli adolescenti di oggi sono più infelici, preoccupati di essere esclusi, hanno problemi di sonno, di depressione e addirittura, proprio perché trascorrono meno tempo insieme, hanno il 35% di probabilità in più di avere un fattore di rischio di suicidio.
Sarebbe veramente importante riuscire ad insegnare ai ragazzi ad usare il cellulare in modo responsabile, riducendo le ore di utilizzo e impedendo loro di cadere in abitudini nocive.

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