Secondo le statistiche, gli italiani possiedono di media cinque schermi per famiglia e sono il popolo europeo che legge meno libri.
Questo vuol dire che in Italia la popolazione predilige di molto i dispositivi elettronici e ciò che permettono, ovvero guardare film, video o programmi in streaming, e sembra aver dimenticato l’hobby della lettura.
Considerando che l’Italia è uno dei Paesi con il patrimonio culturale e letterario più ampio, il fatto che ormai leggere sia considerato quasi superato sembra un paradosso.
La nazione italiana è la patria, tra i molti, di Boccaccio, Petrarca e Dante, modelli della prosa e della poesia studiati tuttora dagli studenti italiani e figure ammirate e replicate nei secoli, anche da intellettuali di altre parti d’Europa. Basti pensare al capolavoro dello scrittore inglese Geoffrey Chaucer, I racconti di Canterbury, probabilmente ispirato dal Decameron di Boccaccio.
La letteratura italiana è stata un punto di riferimento per tutta l’Europa, e pensare che l’Italia oggi abbia il tasso di lettura più basso del continente appare quasi come una mancanza di rispetto nei confronti della cultura del Paese.
I tempi certamente si evolvono ed è giusto sfruttare anche le risorse presenti attualmente come fonte d’intrattenimento, non bisogna però abbandonare la lettura, che resta una delle forme migliori di cultura e di informazione e può ampliare la conoscenza del lettore.
Dall’altro lato occorre aggiungere che per uno studente, il quale passa già la maggior parte delle sue giornate sui libri, il pensiero di leggerne un altro per spendere il suo tempo libero può non essere allettante. Allo stesso modo un lavoratore che torna a casa dopo un turno di otto ore vuole solo guardare un film con la sua famiglia o rilassarsi con un quiz televisivo. Leggere un libro richiede una concentrazione ed un impegno maggiori rispetto ad un video su YouTube o ad una serie su Netflix, per questo può non essere considerato un’opzione di intrattenimento. In Italia il sistema scolastico è più impegnativo rispetto a quello di altri Paesi europei e, secondo i dati di un rapporto dell’Ocse del 2019, è la nazione d’Europa in cui si lavora il maggior numero di ore settimanali, subito dopo Grecia ed Estonia. È perciò comprensibile che sia anche tra gli stati europei con il tasso di lettura più basso.
1 Comment
  1. WaterPolo04 10 mesi ago

    quello che sta succedendo al giorno d’oggi è un impoverimento culturale dovuto alla scarsa informazione, infatti prediligendo l’informazione digitale spesso fuorviante e non controllata al posto di libri autorevoli. Penso anche che dovremmo imparare a leggere di più e meglio senza fermarci alla prima notizia che troviamo su Internet ma approfondendo e cercando sempre di arrivare alla verità effettiva, anche se più faticoso ma lungo termine ci porterà solo dei grandi benefici.
    Luca colombo.

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