Al supermercato, al bar, dal parrucchiere e nei discorsi dei genitori in attesa dell’uscita dei propri figli da scuola non si parla d’altro da settimane: il vociferato rincaro dei servizi di gas e di luce è in arrivo e le sue conseguenze si traducono in spese da capogiro e in bilanci che fanno temere una nuova crisi economica.
Tra i dispetti russi e la scarna produzione di energia rinnovabile a causa delle rigide temperature invernali, l’apertura delle bollette e il successivo controllo del costo dei servizi usufruiti sono ora più che mai motivo di preoccupazione. Il conflitto tra Russia e Ucraina ha già manifestato i propri effetti, non solo con l’alterazione delle vite dei civili del Paese entrato nel mirino di Putin, ma anche con le spinose conseguenze economiche.
Con i costi schizzati alle stelle, le esigenze del mercato energetico si sono modificate ai fini di rispettare un’unica regola: non soddisfare gran parte del fabbisogno dipendendo da importazioni estere, soprattutto da centrali russe. Nei primi di gennaio si insinuava un’eventuale stangata, senza prevedere uno scenario buio come quello che si prospetta minimo per i prossimi due anni. Il “Made in Italy”, che insieme ad altre realtà internazionali già aveva sofferto per le difficoltà legate alle ristrettezze della pandemia, ad oggi potrebbe essere colpito e affondato a causa di rivalità tra grandi potenze. Occorre agire nell’immediato in una corsa ai rinforzi energetici e tale necessità è stata compresa dai vertici di molti Stati: chi, come la Francia, opta per il nucleare, chi invece non ha fiducia nel decadimento di nuclei atomici e si affida alle risorse rinnovabili.
Energia pulita è la chiave per un futuro prospero, un avvenire da cui i Paesi che attingono ancora a fonti come il metano e il petrolio potrebbero essere estromessi. Nella lista degli Stati privi di una propensione green rientra l’Italia, che, condizionata dalla recente inflazione, non intende di certo abbandonare le risorse non rinnovabili. 
Tra chi ha fiducia in un futuro tutto al nucleare con le sperimentazioni sulla fusione degli atomi radioattivi e chi, invece, confida ostinatamente nei tradizionali combustibili fossili, l’obiettivo rimane lo stesso: correre ai ripari dalle conseguenze economiche di questa drammatica guerra .
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