I videogiochi hanno ormai preso piede in modo prorompente nelle nostre vite e, soprattutto, in quelle dei giovani: non esiste più un ragazzo che non ha mai preso in mano un controller o scaricato i titoli del momento sul proprio cellulare dallo store.

Videogiocare è divertente e stimolante per il nostro cervello; ci invita a pensare a strategie, a comunicare con altri giocatori e amici, sviluppare l’abilità del problem solving e allenare sia parte logica che quella creativa del cervello. I videogiochi aiutano a far passare il tempo, a non farci annoiare e, per chi è bravo, anche a guadagnare soldi.

È vero, i videogiochi sono anche fonte di gravi pericoli fisici e psicologici: non sono rari i casi di dipendenza, i quali spesso portano a problemi psicologici più gravi causati dall’astinenza. Questo è quello che è chiamato gaming disorder. Ci sono situazioni più pericolose come, per esempio, le sparatorie nelle scuole americane come all’Istituto Columbine, dove i protagonisti sono ragazzini che hanno subito una così forte influenza da videogiochi violenti che portano armi da fuoco a scuola come se si trovassero all’interno di queste realtà fittizie.

Ma tutti questi effetti negativi non tolgono il fatto che i videogiochi siano molto utili per la crescita dei ragazzi, e questi hanno l’obbligo di auto-controllarsi per evitare brutte situazioni grazie anche all’aiuto dei genitori e dei parenti.

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