Recentemente, l’ex ginnasta Nina Corradini ha dichiarato di avere subito forti pressioni psicologiche da parte degli allenatori nel contesto del centro federale di Desio. Alle sue parole coraggiose si sono unite le voci di altre atlete che hanno vissuto il suo stesso disagio, tra cui l’amica ed ex compagna di squadra Anna Basta. Insieme, hanno trovato la forza di raccontare il loro doloroso vissuto, ricordando, inoltre, che lo sport deve invece essere legato a valori positivi.

La richiesta di standard eccessivamente alti, spesso inconcepibili, caratterizza il modus operandi di alcuni allenatori, i quali tendono, in questo modo, a soffocare le proprie allieve e i propri allievi psicologicamente. Ciò si declina poi in diversi modi, ponendosi addirittura in relazione all’alimentazione adottata. In questo caso, il peso viene aspramente controllato, generando così ansietà e timori nei confronti del cibo.
A tal proposito, nel libro Corpo libero – peraltro trasposto in una serie TV con lo stesso titolo -, la scrittrice Ilaria Bernardini ha denunciato le pressioni degli allenatori, raccontando questa parte oscura del mondo della ginnastica artistica, improntato al sacrificio estremo, alla competizione, all’ossessione. 

Eppure, l’autentico valore dello sport risulta in netto contrasto con questi elementi profondamente disumanizzanti. In ciascun contesto e in ogni sua sfumatura, l’attività sportiva dovrebbe infatti essere sinonimo di beneficio psico-fisico, di passione, libertà, leggerezza e umanità, rappresentando, in quest’ottica, un positivo motore di scoperta di sé e di relazione con l’altro: scopi certamente più preziosi rispetto all’ottenimento disumanamente sofferto di alti risultati.

Insomma, lo sport dovrebbe sciogliersi da vincoli eccessivi, ponendo un limite ragionevole entro cui spingersi per ottenere risultati, e mirando piuttosto al suo autentico valore umano. In fin dei conti, il nome stesso attribuito alle ginnaste della nazionale italiana – Farfalle – sembra opporsi al soffocamento da loro provato, riecheggiando, piuttosto, un sentimento di pura e spensierata libertà.

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