Il mondo del giorno d’oggi ruota intorno al cosiddetto settore terziario, il settore dell’economia e della finanza che vede nella tecnologia, e nella fattispecie l’informatica, il mezzo fondamentale per qualsiasi sua azione lavorativa. Se già nel secondo decennio del ventunesimo secolo l’ambito informatico ha nel campo del lavoro un’impronta molto più che marcata, nel terzo di decennio, il periodo in cui anch’io entrerò nel mondo lavorativo, viene facile pensare che dell’informatica non se ne potrà fare a meno.
Cercherò lavoro in questo campo? La mia scarsa dimestichezza e la mia inesistente passione verso qualsiasi cosa di informatico portano la mia risposta verso un no molto più che deciso, ma porgendo uno sguardo verso le opportunità che il mondo lavorativo offre, credo che, ahimè, non esista attività che non porti con sé una forte traccia digitale. Dunque, controvoglia, sarà indispensabile cercare lavoro nel campo informatico, specchio del mondo in sé, un mondo sempre più schiavo di quella tecnologia che non risparmia più nessuno, dalla vecchia generazione a quella odierna.
In un territorio come quello del Sud Italia, dove la vita tecnologica non è così oppressiva come da altre parti, non sarà mica semplice ambientarmi nel mondo della globalizzazione eccessiva, dove a dominare è tutt’altro che l’uomo, il quale vive quasi una situazione da personaggio secondario.
Detto questo, cerco di non farmi progetti verso il mondo del domani, certamente più complicato è più difficile da decifrare. D’altronde, chissà, chi vivrà, vedrà!

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