Non ho ancora le idee del tutto chiare su cosa sceglierò di fare da grande; spesso, infatti, non è possibile riuscire a fare delle nostre passioni vere e proprie professioni. Molto probabilmente, specializzandomi nell’informatica, troverei un lavoro quasi sicuro, visto l’enorme progresso della tecnologia, ma, un mio difetto è quello di non riuscire a fare un qualcosa che non mi fa provare nulla. Sì, per poco riuscirei a “costringermi”, ma pensare di intraprendere, nella mia vita, una carriera che non mi appartiene, mi fa rabbrividire. Ciò non significa che io disprezzi l’informatica, ma, detto sinceramente, avere a che fare con delle macchine non mi suscita nulla; finirei per sentirmi una di loro, in un ambiente privo di emozioni e colmo di fredda tecnologia. Una persona come la sottoscritta, la quale si emoziona leggendo le citazioni di un libro o scrivendo le proprie, come è concepibile si applichi in un mondo tanto apatico?
Come già detto, mi piacerebbe divenire sociologa; quella per la sociologia, così come per la psicologia, infatti, credo sia una sorta di “passione innata”. Privilegiando io, però, i rapporti umani e non ammettendo l’esistenza dell’uomo “da solo”, senza che questo interagisca con l’individuo, così come la sociologia, la mia scelta cade su quest’ultima.
Non so in che modo riuscirò ad elaborare il mio futuro, non so se le mie scelte subiranno un cambiamento, in funzione di quello del mercato, non so se un giorno, per necessità, sarò costretta ad esercitare un qualcosa che non mi appartiene. Ma una cosa è sicura: se ciò accadrà, significherà che i miei sogni saranno stati soppressi per far fronte ai bisogni e alle priorità appartenenti a colei la quale decide di formare una famiglia. Purtroppo, al giorno d’oggi, in Italia, trovare un vero lavoro è un’impresa, la quale può essere compiuta solo da coloro i quali riescono ad ottenere una buona raccomandazione; poche sono le persone che lavorano dignitosamente perché davvero competenti e, sicuramente, tali persone, nel campo informatico hanno più possibilità di farlo. Purtroppo per me, e per quelli che hanno i miei stessi sogni, sociologia, beni culturali, lettere, filosofia, etc. non forniscono un’occupazione abbastanza sicura; ergo, secondo voi, è giusto che dei giovani siano costretti ad ignorare i propri sogni?

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1 Comment
  1. filo00 3 anni ago

    Ciao @alensya dalla redazione Cervelli in fuga! Ho letto il tuo articolo e devo dire che mi

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