Negata, sono completamente negata nel campo dell’informatica.
Ho quasi diciassette anni, dovrei essere abilissima nell’uso di tutte le nuove tecnologie che sono nate più o meno insieme a me; eppure sembro davvero un’imbranata con un computer tra le mani: a parte cercare qualcosa su internet e scrivere, non è che ci sappia fare molto.
Quello in cui nemmeno mi sforzo di migliorare è, però, uno dei campi che offre maggiori opportunità di lavoro. Ma, davvero, non fa per me.
Certo, potrei nascondermi dietro la scusa del “mi piacerebbe, ma non ci so fare”, ma risulterei molto poco coerente: l’informatica è schema, calcoli e precisione, tre elementi che non vanno proprio d’accordo con la mia testa.
Agli schemi e ai calcoli preferisco i libri e le sensazioni che vivono sulla carta, e alla precisione scelgo la confusione interiore che crea opere d’arte.
Non sono tagliata per il campo informatico, è come l’aramaico antico per me: incomprensibile.
Potrebbe offrirmi, ma il punto è che io non ho niente da dare, visto e considerato che le mie conoscenze si fermano alla creazione di una presentazione in PowerPoint o alla pubblicazione di storie su determinati siti.
In conclusione, cercherò lavoro nel campo informatico? No, perché valgo quanto uno zero assoluto.

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