Dal rapporto sulla salute dei giovani europei predisposto dall’organizzazione mondiale della salute (OMS) emerge che la scuola italiana piace solo al 10% delle studentesse quindicenni di scuola secondaria di secondo grado e all’8% dei colleghi maschi. Meno entusiasti degli italiani solo gli estoni, greci, belgi e, al primo posto, gli adolescenti armeni.
Solo la metà dei quindicenni italiani riporta performance “buone o eccellenti” e anche in questo caso i valori sono sotto la media europea. Dallo studio sulla pressione percepita da parte del sistema scolastico emerge che lo stress causato dalla scuola colpisce il 72% delle quindicenni e il 51% dei ragazzi.
Secondo l’OMS, i dati risultanti dalla ricerca non sono da sottovalutare. Lo stress percepito è legato alla richiesta in termini d’impegno di ore di lavoro e all’ottenimento di determinati voti legati ad una scuola superiore tradizionale che seleziona ancora molto. La pressione viene condizionata sia dal rapporto con gli insegnanti, sia dal rapporto che hanno i docenti con la scuola stessa.
A mio avviso, al giorno d’oggi, è presente una concezione sbagliata di scuola e di insegnamento.
Gli studenti, infatti, vedono di “cattivo occhio” la scuola, perché sottoposti ad un costante sforzo da impiegare nello studio, che richiede un grande sacrificio a livello di tempo e di forze, per molti non vale la pena fare questo sacrificio in quanto lo ritengono inutile o troppo faticoso. Gli studenti italiani, inoltre, vivono l’ambiente scolastico come un luogo chiuso e ostile che non permette loro di vivere al meglio le relazioni con gli altri studenti e con gli insegnanti.
I Finlandesi, in testa alla classifica degli studenti meno stressati, insegnano che per vivere al meglio l’esperienza didattica a scuola bisogna seguire delle semplici regole, a partire dall’aspetto fisico della scuola, fino ad arrivare al tipo di insegnamento dei professori. Ad esempio, alcune ricerche dimostrano che disporre i banchi ad isola anziché nelle classiche file, lavorare in gruppi di 3-4 persone fa aumentare la capacità di apprendimento del 50%. Affinché la scuola non sia così stressante sarebbe opportuno che si mettesse in atto un approccio diverso di relazione tra insegnanti e studenti; infatti, ciò che stressa maggiormente gli studenti, in età adolescenziale, è il fatto di doversi sottoporre continuamente a test e ad interrogazioni, ciò aumenta in modo esponenziale l’ansia al punto tale da perdere qualsiasi interesse per la materia di studio e per la conoscenza in genere e anche la passione e la curiosità di imparare nuove cose. Ovviamente, le verifiche e i compiti in classe sono utili per valutare il livello di apprendimento raggiunto e, quindi, non possono essere eliminati, ma se venissero utilizzati metodi alternativi come, ad esempio, gli esiti derivanti da ricerche prodotte da gruppi di studenti si raggiungerebbero sia gli obiettivi relativi al raggiungimento di alcuni apprendimenti, sia quelli di favorire il lavoro di squadra e il saper produrre assieme ad altri in un ottica di collaborazione e cooperazione, in antitesi con un’ottica di estrema competitività dove emergono eccellenze, ma dove una molteplicità di giovani vengono esclusi o schiacciati da continue prove stressanti. In tal senso, i lavori di gruppo scolastici ed extra-scolastici, non solo a livello di classe, ma anche di istituto, secondo me, accrescono la voglia degli alunni di partecipare e di mettersi in gioco e invitano i ragazzi a fare del loro meglio e a collaborare con il gruppo. In molte scuole, non vengono ancora proposte attività di questo genere, ma si nota una progressione verso questo tipo di lavoro che aiuta gli studenti a capire che la scuola è un luogo dove si possono imparare nuove nozioni e discipline ed è un luogo dove si può acquisire una valida educazione ed una cultura trasversale per diventare adulti responsabili e felici. Questa sarebbe, dal mio punto di vista, la scuola ideale, una scuola inclusiva, che permette a tutti di partecipare e di apprendere valorizzando tutte le potenzialità dei singoli individui, compresa anche la creatività e la voglia di cambiamento.

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1 Comment
  1. miristella 5 anni ago

    Ciao, ehiimc!
    Hai scritto un ottimo elaborato, ben strutturati, molto chiaro e scorrevole,

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