A volte si prende la scuola come una passeggiata, come un luogo che ti da un foglio di carta per poter entrare nel mondo detto “Dei grandi”.
Purtroppo questa cosa è vera, senza un diploma o un attestato statale, vieni considerato come un “ignorante”, un non sapiente.
Gli istituti comprensivi italiani, sono ottimi, da tempo le menti italiane in laboratorio o in qualsiasi ufficio con il bisogno di calcoli o cose simili.
Uno stato che ha fatto dei grandissimi progressi all’interno dell’ organizzazione scolastica è il piccolissimo stato al nord del mondo, che possiede una popolazione di circa trecentoventidue mila persone, sul suolo che conta una percentuale di quattro abitanti per chilometro quadrato: L’ Islanda.
La scuola islandese è una scuola inclusiva e pratica l’apprendimento collaborativo o individuale, puntando al progresso o al potenziamento del singolo allievo (empowerment), di cui vuole sviluppare le capacità (Capacity building).La scuola opera costantemente per costruire Conoscenze, Capacità, e Abilità, nonché nuovi modi per gestire la valutazione. Il curriculum è continuamente rivisto e ripensato; si promuove una didattica basata sulle Intelligenze Multiple, l’effettiva performance dell’alunno.
Gli istituti italiani dovrebbero puntare molto di più sulla specializzazione in differenti mestieri lavorativi utili nel periodo post-scolastico, sapendo distribuire bene le ore di laboratorio di differenti discipline con quelli di cultura generale.
Non togliendo nulla ai nostri studenti che devono restare sul tetto del mondo a livello istituzionale.

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  1. rady13 4 anni ago

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