I giovani d’oggi sono stressati. Lo rivela uno studio condotto tra il 2013 e il 2014 su un campione di studenti di 11, 13 e 15 anni. I risultati mostrano che quasi tre quarti dei ragazzi esaminati sono scontenti della situazione che quotidianamente vivono sui banchi di scuola.
Devo ammettere che ho appreso la notizia con un po’ di sconcerto e dispiacere, perché secondo me il periodo dell’adolescenza dovrebbe essere vissuto con allegria e spensieratezza, ancora liberi dalle pressioni e dai pensieri che inevitabilmente sopraggiungono con l’età adulta. Personalmente trovo che non si possa definire la scuola come qualcosa di propriamente stressante, poiché ci dà la possibilità di entrare in contatto con altri ragazzi della nostra età e di stringere amicizie, dal momento che si passano a scuola molte ore della settimana, cosa che non avverrebbe se tutti studiassimo da privatisti.
I compiti, le interrogazioni e le verifiche possono costituire una fonte di stress, perché spesso capitano tutte nello stesso periodo e a volte può risultare difficile organizzarsi. La pressione che grava sugli studenti sopraggiunge soprattuto verso la fine dell’anno, quando il fantasma degli esami a settembre o, nei casi più gravi, di una bocciatura si avvicina sempre di più e diventa importante riuscire a prendere la sufficienza in una verifica, dal momento che, ovviamente, nessuno vuole rovinarsi l’estate sui libri o perdere l’anno.
Inoltre, l’ansia da prestazione, se così può essere definita, è maggiore nei confronti di quelle materie che troviamo più difficili o che non ci piacciono, o ancora per quelle che ci vengono spiegate da insegnanti severi ed esigenti, le cui verifiche sono sempre diverse e perciò non si sa cosa aspettarsi.
Io penso quindi che per rendere la vita scolastica un po’ più piacevole per tutti quegli studenti che si sentono stressati, si potrebbero organizzare meglio i periodi delle interrogazioni e delle verifiche, perché alla fine sono proprio queste le fonti di preoccupazioni principali, e gli insegnanti potrebbero aiutare i ragazzi cercando di appassionarli il più possibile alle loro materie, magari utilizzando delle spiegazioni originali e vicine alla mentalità e agli interessi dei giovani.

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