Il luogo comune secondo cui gli studenti italiani sono eccessivamente stressati dalla scuola non è che il frutto di menti abituate ad essere imboccate, viziate, menti che ritengono normale avere tutto e subito.
Non c’è attività più deleteria per l’uomo di ricevere senza dare, dell’abitudine di possedere senza pagarne il prezzo o i sacrifici. Con le sue dinamiche e i doveri cui si suppone si debba adempiere, la scuola, ci prepara a quando, più grandi, dovremo affrontare lo studio universitario, ben più pretenzioso rispetto a quello degli anni precedenti; o a quando, ormai parte di una famiglia, dovremo essere in grado di gestire il nostro tempo cercando di non trascurare il lavoro, i figli né qualsiasi altra attività. Sebbene non neghi che studiare non sia il mio passatempo preferito, ritengo comunque che parlare di ‘stress’ sia eccessivo: le interrogazioni, i compiti in classe e quant’altro, infatti, hanno il ruolo (sebbene a volte se ne abusi) di responsabilizzare chi, in procinto di compiere diciotto anni, diventerà un cittadino a tutti gli effetti: con i vantaggi ma anche gli impegni che tale stato presuppone. La scuola purtroppo è quella che è e, nella maggior parte dei casi, non spetta a noi decidere come apportarne modifiche sebbene ci sia consentito suggerirne alcune. Innanzitutto, a mio parere, il poco interesse da parte dei ragazzi non nasce da metodi di insegnamento eccessivamente tradizionali e quasi ‘fuori moda’ in quanto è anch’essa opinione comune che l’uso della tecnologia, spesso sproporzionato, non aiuti gli alunni ma li confonda o li distragga a causa di uno studio forse troppo schematico. La svogliatezza è probabilmente una caratteristica che accomuna tutti gli adolescenti che non reputano studiare un’attività particolarmente ricreativa, opinione che non credo possa cambiare con l’introduzione di computer o strumenti di simile genere: non si tratta perciò della scuola ma, com’è normale, della nostra età. Credo che si potrebbero senza dubbio trovare metodi per rendere la carriera scolastica del singolo alunno meno ‘stressante’ o monotona ma niente, secondo me, può far sì che ciascuno di noi la mattina si svegli completamente soddisfatto di quello che sta andando a fare: semplicemente perché è normale. Occorrerebbe, dunque, trovare il giusto equilibrio tra le differenti attività scolastiche e il modo in cui esse vengono svolte così da rendere il carico di lavoro quanto dovrebbe essere giusto per iniziare a dare uno sguardo verso il nostro futuro senza annullare quello svago che forse solo da ragazzi si può ottenere.

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1 Comment
  1. ricanews 4 anni ago

    Articolo interessante, scritto in modo abbastanza scorrevole e chiaro. Molto bello il titolo da te scelto, perch

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