Secondo un rapporto dell’ oms gli studenti italiani sono i più stressati d’Europa e anche i meno soddisfatti del loro percorso di studi.
Non bisognerebbe sottovalutare questi importanti dati, ma non bisognerebbe neanche creare una scuola come piace ai ragazzi, cioè un luogo dove fondamentalmente non si studia e dove ci si impegna poco sulle materie fondamentali dando più spazio a corsi sportivi e artistici, a gite.
Il sistema scolastico italiano potrebbe sembrare troppo rigido ma forse è per questo motivo che dovunque si vada è pieno di italiani che hanno posti di rilievo in aziende o nei più importanti istituti di ricerca scientifica e tecnologica. Infatti grazie alla rigidità si riesce a formare un carattere forte e intraprendente.
Un po’ di sacrifici e di fatica possono portare a un livello superiore, purtroppo però i giovani spesso non pensano tanto al loro futuro. Preferiscono invece pensare al presente o a un futuro poco lontano e ritengono che la loro fatica non sarà mai ripagata desiderando così un sistema più semplice in cui non viene richiesto un minimo di impegno da parte dei ragazzi.
Sappiamo tutti che la scuola perfetta è quella in cui non si studia e non ci sono verifiche e valutazioni, se fosse così la scuola non servirebbe più a istruire e a formare i futuri adulti ma diventerebbe un luogo di svago dove andare ogni giorno, come una sorta di bocciofila per giovani.
Alcuni dei più famosi intellettuali hanno avuto problemi a scuola ma non per questo hanno voluto una riforma della stessa, anzi hanno cercato di trovare un loro metodo di studio e hanno raggiunto la loro meta.
A pochi piace la scuola, questo è risaputo, ma non è solo colpa dello stress ma soprattutto per il fatto che spesso non si viene coinvolti nelle lezioni e non ci si sente partecipi agli argomenti affrontati in classe perché lontani dalla nostra realtà.
Un po’ di stress fa bene, perché permette ai ragazzi di abituarsi a gestire più situazioni, anche difficili, e a crescere preparandosi al mondo del lavoro.

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