La scuola al giorno d’oggi è rimasta solo un’ istituzione abitudinaria. Ha perso tutto il fasto che aveva acquisito in passato, ed è diventata solo un mattatoio per i cervelli dei poveri alunni, che possono solo apprendere passivamente le lezioni, senza nessuno scambio, gonfiati come spugne e spremuti fino all’ ultima goccia. D’altro canto esistono pure i dati, sconcertanti, che confermano che la scuola è ormai un obbligo e nessuno la frequenterebbe se potesse scegliere; per non parlare delle ripercussioni sul carattere e sul morale degli studenti: recenti studi confermano che in media lo studente oggi ha la stessa ansia di un prigioniero degli anni ’50 di Alcatraz.
Molti potrebbero argomentare dicendo che ci prepara al lavoro che dovremo affrontare, che può essere una bussola: per me nulla di più sbagliato, per lo meno al giorno d’oggi, può preparaci solo al peggiore dei lavori lo schiavo. Con la sua miriade di materie, studiate solo sui libri, come può orientarci su quella che è l’ infinità del mondo del lavoro, oggi sempre più scarseggiante??
Io ritengo che la rivoluzione debba partire dalla base, tutti dovrebbero cambiare, non solo un esperimento da qualche parte per vedere come va, un cambiamento radicale alla base delle leggi e dei programmi che regolano la scuola: iniziare ad avere un approccio più universitario alle cose, permettere una prima esplorazione del mondo del lavoro, per evitare di avere un diploma e sentirsi come un pesce fuor d’acqua cercando, a soli 18 anni, di scegiere quello che andremo a fare per il corso di una vita.

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