Dalla Calabria alla Sicilia, dalla Sardegna a Venezia, lì dove il verde della terra finisce e inizia il mare, a metà strada tra due diverse tonalità di azzurro, vi sono delle isole che possono diventare la destinazione privilegiata delle proprie vacanze, un sogno facile da realizzare per vip e attori del cinema che spesso fuggono dai riflettori in piccoli paradisi privati. E per i comuni mortali? Chi è stanco della città, del lavoro, affannato tra mille impegni, sarà ben contento di trovare tali Eden a prezzi ormai stracciati, low cost, proprio come un appartamento in centro. Chi avrà scartato, quindi, sotto l’albero, un bel pacchetto con dentro le chiavi del Paradiso? Di recente, l’isola di Budelli, appartenente all’arcipelago della Maddalena e località turistica tra le più ambite della Sardegna, è stata venduta per poco meno di tre milioni di euro: non è il primo caso in cui il nostro Paese cede “pezzi” ad altri. Basta fare una ricerca su Internet per trovare qua e là gioielli perduti, gioielli che non sono stati affidati ad enti specializzati, a parchi nazionali: l’Italia in vendita, purtroppo, non è solo quella delle società telefoniche o delle compagnie di volo, ma anche quella delle isole in saldo.Da trent’anni Budelli è stata abbandonata a se stessa e alle vicende personali dei proprietari che l’hanno portata ad essere svenduta come una merce nelle aule dei tribunali, senza tener conto del valore che la nostra nazione va a perdere: perché non sfruttare queste potenzialità? È un paradosso, secondo parecchi, pensare che per poter far guadagnare una località ci sia bisogno di contrattare con qualche sceicco, con imprenditori stranieri che la utilizzeranno come una “macchina da soldi”, come residenza personale. Quest’isola, così come tutte le altre, merita di più e tutte sono state parte della storia della penisola italiana, della nostra civiltà: commerciare tali meraviglie per sanare la situazione odierna del Paese non è corretto e certo, se gli italiani le valorizzassero, ne guadagnerebbe il bilancio. Sarebbe opportuno quindi, come sostengono in molti, che al posto di A.A.A. Vendesi isolette, si vedessero più pubblicità turistiche per promuoverle: ora più che mai l’Italia ha bisogno degli italiani, un’Italia unita che possa chiudere definitivamente questa sorta di supermercato aperto al mondo.

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