L’Italia continua a perdere pezzi di se stessa e a piantare cartelli con scritto vendesi ovunque. Andando avanti di questo passo, si rischierà di perdere monumenti di grande importanza archeologica, come nel caso dell’isola Cirella in Calabria, in vendita comprese le storiche rovine di un’antica fortificazione. Per capire ciò che sta realmente accadendo si può assimilare il nostro Paese a noi. L’Italia continua a perdere isole e appezzamenti territoriali ed é come se noi stessimo perdendo braccia e gambe: se oggi si stanno lasciando in mani straniere piccole isole, un giorno saranno invece terreni di grandi dimensione ad essere persi e l’Italia cesserebbe di essere Italia e di essa poco resterebbe, mettendo a rischio anche i nostri valori, la nostra cultura e le nostre tradizioni. Non bisogna fare come se nulla fosse: bisogna proteggere le isole dal “supermarket d’Italia”, cioè quando lo Stato vende se stesso. Va imboccata la via giusta per riparare ai danni già causati, ormai evidenti alla vista di tutti. Se ci uniamo tutto è realizzabile: ha ragione Beppe Severgnini, “Noi italiani siamo straordinari e se ci mettiamo d’impegno riusciamo ad insegnare l’inglese agli inglesi”.

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