La nostra penisola pullula di paradisi incontaminati, piccole isole si nascondono in vasti arcipelaghi come in Sardegna, nella zona della Maddalena, o sulla costa Tirrenica vicina a Ischia e Capri, o ancora nel golfo di Venezia ma anche in Sicilia. Tutte accomunate, queste isolette, dal fatto d’esser messe in vendita proprio dallo Stato. Poco tempo fa un magnate neozelandese, Micheal Harte, quarantasettenne, ha comprato Budelli, non proprio l’ultima isoletta ma un’attrazione turistica invasa quotidianamente da turisti per via della sua sabbia rosa, vicina alla Costa Smeralda. Ultimamente è stata messa in “commercio” Cirella, piccolo gioiello, completamente brullo, nel mare della Calabria. Questi magnifici pezzi di terra, lambiti da acque cristalline, nella maggior parte dei casi non presentano costruzioni ma solamente forti diroccati o qualche rovina. Pure al Nord, anche se in minor quantità, v’è qualche proposta, come a Venezia ma anche in Friuli, nella zona di Grado e di Trieste.
Le cifre variano a seconda della grandezza in ettari: un terreno edificabile di due milioni di metri quadrati viene a costare poco meno di otto milioni di euro, un prezzo stracciatissimo! Quattro euro al metro quadrato? Sorge proprio il dubbio che lo Stato stia svendendo le sue bellezze naturali, stia facendo offerte a ricchi imprenditori bramosi di possesso. Tutto ciò ricorda un film, di qualche anno fa, dove una maga vendeva le stelle per qualche dollaro, tu versavi la somma e lei ti ritornava un attestato con il tuo nome, i tuoi dati anagrafici e una scritta che certificava che il tal astro era di tua proprietà…. Poiché gli ambiziosi magnati non potrebbero nemmeno costruire sopra queste isole, perché sono tutelate da Enti nazionali per la salvaguardia ambientale, forse dovremmo pensare che chi si lancia in questi acquisti folli voglia solamente godersi il lusso di avere qualche spiaggia per sé, in totale privacy. Un’altra questione, tocca le menti di molti ambientalisti: come mai uno stato che spende, ogni anno, mille miliardi di euro, sperpera i suoi averi per qualche insignificante milione? Forse il ministero dei beni culturali saprà dare una risposta.

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