L’Italia, negli ultimi anni, sta subendo una forte crisi economica, che pesa e peserà tantissimo sui giovani. Migliaia di giovani italiani, laureati, sono disoccupati e molti di loro sono costretti ad emigrare all’estero per avere un buon posto di lavoro. Oggi si straparla degli NEET, acronimo che significa “Not engaged in Education, Employment or Training” cioè coloro che hanno gettato la spugna e non cercano più di costruirsi un futuro, ma non si parla molto deli EET, contrario degli NEET, ovvero “Employed-Educated and Trained”, definizione che indica i ragazzi che, finita la formazione scolastica, si dedicano alla costruzione di un lavoro in proprio. I NEET preferiscono fare lavori incostanti, vivendo con i genitori, alcuni anche fino a 40 anni oppure, se minorenni, stare in attesa della maggiore età per partire all’estero e far fortuna. Io probabilmente sarò un EET perché dopo un po’ bisogna contare solo su se stessi e non accontentarsi di quel poco che basta. Ora si spera che l’Italia possa riprendersi presto da questo momento di crisi; anche ideologica, perché ciò che dicono le statistiche è preoccupante per tutta l’Italia, perché non si può continuare, a parer mio, ad abbandonare gli studi e non cercare di costruirsi un futuro degno di questo nome. E voi di che categoria farete parte?

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