Si sa: l’Italia è in un “momento” di crisi. Metto tra virgoletta la parola ‘momento’ perché in realtà questa crisi direi che sta durando più di un momento.
I disoccupati sono di gran lunga aumentati, sia meno giovani che giovani. In particolare è aumentata la disoccupazione giovanile in quanto i ragazzi, finita la scuola, sono nuovi nell’ambito lavorativo, e quindi devono trovarsi, partendo da zero, un lavoro, e, purtroppo, i posti di lavoro in Italia scarseggiano.
Una scintilla si sta accendendo negli occhi degli italiani: come spiegato in una recente ricerca del QN “Nuovi occupati e meno inattivi, i giovani puntano sul lavoro fai da te”, in Italia sono circa 175.000 i ragazzi e le ragazze tra i 15 e i 29 che hanno deciso di lavorare cercando di aprire attività in proprio. Essi sono considerati “Eet” (“Employed-Educated and Trained”), ovvero ragazzi che, finita la formazione scolastica, si dedicano alla costruzione di un lavoro in proprio; intraprendono attività in settori che varaiano: turismo, ristorazione, ambiente e molto altro ancora. L’altra categoria sono i “Neet” (“Not engaged in Education, Employment or Training”), contrario di “Eet”, cioè coloro che hanno gettato la spugna e non cercano più di costruirsi un futuro.
Riguardo a me, finita la scuola, di certo non mi sentirò “Neet”. Non sono sicura di voler possedere una propria attività. D’altronde non so nemmeno se vorrò lavorare come dipendente e non so nemmeno esattamente in che settore vorrò specializzarmi. Insomma, ho le idee chiare!

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account