Da qualche anno a questa parte si sta sentendo parlare dei giovani che dopo essersi laureati fanno fatica ad entrare nel mondo del lavoro italiano perché nel nostro paese c’è crisi e sono costretti ad andare all’Estero. Da un sondaggio dell’Istat è risultato che la percentuale dei i giovani disoccupati è calata dall’11,6 % all’ 11,4 % perché molte persone hanno smesso di cercare un posto di lavoro e questo è un numero molto alto. Questi giovani sono suddivisi in due gruppi “EET & NEET”. Gli EET (Employed- Educated and Trained) sono i giovani che, finita la scuola, si costruiscono un lavoro proprio, in Italia sono circa 175 mila, sono ragazzi e ragazze e sono giovani che hanno tra i 15 e i 29 anni. Gli EET sono diffusi per il 40 % a nord per il 20 % al centro e per il restante 40 % al sud, si occupano del settore del turismo, della ristorazione, dell’ambiente e altri ancora. I “NEET” ( Not in Education , Employment or Training) sono quelli che si sono arresi , che non studiano e che non cercano un posto neanche nel mondo del lavoro “antico” ed in italiano vengono chiamati anche “né né ”, nel nostro paese i NEET sono più di 2 milioni ovvero il 21,2 % della popolazione. Alcuni dati dicono che il numero di giovani impiegati nel settore di informatica e informazione cresce del 53,4 %, invece quelli per l’ambiente , gli edifici e del paesaggio è cresciuto del 51,5 %, quello della ristorazione invece è cresciuto del 25,3 % e infine quella del turismo è cresciuto del 55,6 %. La domanda che ci viene chiesta dal quotidiano.net è quella se una volta finita la scuola ci sentiremo degli EET o dei NEET. Io vorrei essere un EET perchè finita la scuola superiore vorrei studiare medicina, infatti a me piace mettermi in discussione e salvare la vita alle persone e poi crescendo spero di poter avere le idee chiare per capire che specializzazione prendere, per diventare un ottimo medico e trovare lavoro.

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