Questo è un interrogativo che ci siamo posti sin da quando i libri digitali hanno fatto la loro comparsa. Ci sono due correnti di pensiero per rispondere a questa domanda: la prima si può definire “dantesca” e comprende tutte quelle persone, solitamente over 40, che guardano sempre indietro con rimpianto e che considerano gli strumenti digitali come strumenti demoniaci. L’altra corrente, invece, sostiene l’uso estensivo di libri digitali in ogni ambito. L’errore di molti, secondo l’autore di questo articolo, è la ricerca di una risposta assoluta al problema: non esiste un solo tipo di libro come non esiste una risposta unica.
Cominciamo differenziando i libri in due grandi categorie: i libri su cui bisogna studiare, lavorare e prendere appunti, e i libri che si devono leggere solo per il piacere di farlo (o per fare contento il professore che vi costringe a leggere un libro nonostante non vi attiri minimamente).
Analizziamo pro e contro per ogni categoria cominciando dai libri per studiare. Per questa tipologia di libri, l’approccio digitale ha portato a diversi problemi: prendere appunti è macchinoso, sottolineare è troppo lungo, etc. In poche parole, non permette di seguire adeguatamente la lezione perché si è troppo impegnati ad aprire una finestra, scrivere l’appunto, chiuderla e ripetere il processo per il verso successivo. Un altro grosso inconveniente si riscontra nel fatto che bisogna passare molte ore concentrati su un libro scolastico. Questo porta a un affaticamento della vista che in altre situazioni, come in una lettura rilassata, non avverrebbe.
Passiamo ora ai libri da leggere (le cosiddette “letture leggere”). A primo impatto molto potrebbero attribuire alle “letture leggere” in formato digitale gli stessi problemi dei libri scolastici nel medesimo formato, ma a una riflessione più approfondita, segue la conclusione che, dovendo solo leggere, e non studiare, la vista è molto più rilassata, che stia leggendo su carta o tablet, ma con un vantaggio enorme: si può salvare un’intera biblioteca su un comodo e leggero dispositivo.
Tirando le somme, l’autore di questo articolo crede di poter affermare con una certa sicurezza che, finché i tablet non metteranno a disposizione tecnologie più comode, i libri scolastici devono rimanere cartacei, mentre per i libri da leggere, digitale e cartaceo fanno poca differenza agli occhi, ma una grande differenza alla schiena.

0
1 Comment
  1. Lucia 5 anni ago

    Mi

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account