La scrittura nasce e si sviluppa come conseguenza diretta dell’enorme potere legato alle informazioni; esse, infatti, hanno assunto e assumono tuttora un ruolo chiave nella civiltà umana e il loro possesso, come anche il controllo della loro diffusione e la possibilità di tramandarle, è causa quanto di guerre che di riappacificazioni nonché di progresso scientifico e culturale.
Del resto la disciplina madre di questo periodo storico è l’informatica, scienza dell’informazione , che ha permesso alle informazioni di ridurre notevolmente tempi e distanze ed ha anche partorito il primo reale sfidante, con le dovute riserve, alla supremazia millenaria del cartaceo: l’ebook, file di testo formattati per dargli caratteristiche simili ai libri.
Gli ebook, ancora molto “giovani”, possono contare sui vantaggi derivati dalle loro dimensioni e, quindi, dalla loro portabilità: in una comune microSD da 32 GB, grande quanto una monetina, è possibile archiviare più di 30mila volumi e portarli con se, inoltre con l’implementazione in ogni dispositivo di connessione d internet e la diffusione del cloud, molto più semplice da utilizzare dei precedenti protocolli di trasferimento, si dispone dell’intera collezione di libri mondiale in tempo reale, molti dei quali ottenibili gratuitamente.
In merito al possesso pratico dei libri ha quindi la meglio l’ebook, ma questo vantaggio viene facilmente colmato in merito alla durata e quindi la possibilità di essere tramandati: i libri cartacei, come le pergamene, hanno mostrato una resistenza millenaria mentre gli attuali supporti non risulta possano sopravvivere ad un solo secolo; inoltre, anche ipotizzando che possano resistere a sufficienza, un successivo ritrovamento di un supporto elettronico potrebbe essere inutilizzabile se le tecnologia nel frattempo sono cambiate, tanto è vero che nelle due sonde del “Programma Voyager”, lanciate nello spazio e destinate a possibili civiltà extraterrestri o futuri umani, non sono stati inseriti CD ma dischi fonografici, quelli usati nei grammofoni, in quanto analogici e dunque facilmente leggibili.
Per l’uso quotidiano risultano più comodi, e meno inquinanti gli ebook, ma ci sono due dovute riserve citate in precedenza; la prima riguarda il sentimentalismo verso i libri che non si ha verso un lettore digitale: un libro non è solo un supporto per un testo perché spesso racchiude emozioni legate tanto alle vicende raccontate quanto a quelle “vissute” dal libro, quando lo si è comprato o chi lo ha regalato, ad esempio; la seconda, che in effetti annulla tutte le analisi precedenti, è data da un differente punto di vista per cui non vi è alcuna guerra fra ebook e cartaceo, basta analizzare i dati della Powell bookshop: grande un isolato ed alta quattro piani che conta un milione di libri in vendita tra nuovi ed usati, tra i 6mila e i 10mila clienti e dai 3mila ai 6mila libri venduti giornalieri e circa 35mila libri usati acquistati ogni settimana; una capitale del libro immersa nel Portland, capitale dell’alta tecnologia che mostra come nonostante tutti i clienti abbiano accesso agli ebook continuano a dedicarsi alla lettura cartacea.

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