La CO2 (anidride carbonica o biossido di carbonio) è un gas naturale presente nell’atmosfera in quantità limitata. Non è tossica, non è nociva: è un composto naturale e parte costituente dei cicli naturali. Proprio come altri composti, gas ed elementi, l’anidride carbonica svogle il suo ruolo all’interno dei cicli biogeochimici dell’ambiente ed è un elemento definito anche come “gas serra”, poichè è catalogato come elemento-causa dell’effetto serra, il quale permette la vita sul nostro pianeta.

A partire dal XVIII secolo, con la rivoluzione industriale e la scoperta dei combustibili, l’attività umana ha portato notevoli danni che vedono come causa prima l’eccessiva emissione di CO2. Secondo alcuni studiosi l’anidride carbonica emessa per opera dell’uomo è solo una minima parte di quella presente tuttora nell’ambiente. E’ opportuno però affidarsi ai numeri, in questo caso rilasciati nel 2011 dal Climate Analysis Indicators Tool che fa capo al World Resources Istitute. I Paesi che maggiormente contribuiscono al fenomeno di emissione di CO2 sono gli Stati Uniti, la Cina e l’India. Oggi, rispetto a 160 anni, la CO2 prodotta dalle attività umane è 150 volte superiore. Fino al 2005 gli Stati uniti detenevano il primato, ma dall’ora è la Cina con ben il 28.0% di emissione di CO2 ad essere al vertice della classifica. Stati Uniti, India, Russia, Giappone, Germania, Corea del Sud, Iran, Canada e Arabia Saudita. Sono questi i dieci paesi che, insieme, producono il 78 per cento del totale della CO2 emessa ogni anno nel mondo. Dal 30 novembre di questo anno a Parigi è stata indetto il summit che prevede come argomento “l’energia e l’ambiente”. In questa conferenza di vertici politici si cercherà di trovare un via da intraprendere per ridurre l’emissioni di CO2. Putin, ad esempio, entro il 2020 si augura di ridurre del 30% l’emissioni e così tanti altri Paesi protagonisti attivi di questo fenomeno.

Si parla di un nuovo protocollo di Kyoto ma saremo convinti dei cambiamenti solamente quando l’11 dicembre il summit terminerà e verrano sfilati tutti i possibili piani da mettere in atto per assicurarci un futuro verde e meno dannoso.

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