2 agosto 2052

Oggi ti voglio raccontare una storia. La mia storia. Mi chiamo libro. Ma non sono un libro normale, un libro come tu lo conosci. Non sono un e-book, non sono elettronico come tutti gli altri libri. Sono un libro di carta, sono un libro vero, un libro vivo.
Ormai sono l’ultimo superstite del mio genere. So, che presto non ci sarò più. Morirò, e poi, poco a poco, il mondo mi dimenticherà. Dimenticherà la mia storia, l’importanza che avevo, la potenza che assegnavo a coloro che mi possedevano, che sapevano come dovevano leggermi. C’erano le persone che sacrificavano la loro vita o la toglievano ad altri considerandomi come possesso talmente prezioso che valeva la pena. C’erano persone che mi attribuivano abilità magiche, e forse, sí, forse avevano anche ragione. Devi sapere che leggere un libro non è mai stato la stessa cosa come leggere un e-book. Con le mie pagine avevo la forza di ammaliare le persone, di mostrare loro mondi stranieri, luoghi sconosciuti. Potevo cambiare vite e avevo la forza di rendere possibile le cose impossibili. Come ammiravo quando qualcuno toccava le mie pagine ingiallite affettuosamente, si immergeva con tutta la sua anima nel racconto. Quanto amavo la sensazione delle emozioni che ero in grado di trasmettere, sentire le persone che avevano la pelle d’oca leggendo, sentire il loro respiro, vedere le lacrime che avevano agli occhi.
Adesso, il mio tempo sembra essere giunto al termine.
Le persone ormai non mi apprezzano più, non mi prendono più che raramente a mano, indefessi corrono da un appuntamento all’altro, sempre con il tablet in mano, mai concentrati su una cosa. Non hanno più voglia di contemplarsi in un libro, immedesimarsi, dimenticare tutto il resto. E ancora un poco e avranno dimenticato anche me. Sarò scomparso, e nessuno se ne accorgerà.
Ma tu, per piacere, pensami. Fatti tornare in mente di tanto in tanto la mia storia, e la magia che avevo allora.

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1 Comment
  1. Maria Grazia 3 anni ago

    Brava, ciuffetta. Mi piace la tua lettera, cos

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