Dopo gli attentati di Parigi del mese scorso, non vi è chi non tema di finire tra le vittime di qualche inaspettato attacco terroristico, anche perché, dopo quella data, già si sono verificati altri casi inquietanti di probabile matrice jihadista, come la recente sparatoria a San Bernardino, in California, nella quale sono morte 14 persone e vi sono stati 14 feriti tra gli invitati al party di Natale nell’ Inland Regional Center, un centro per disabili.

Inoltre, ad aumentare giustificate preoccupazioni, a causa dell’aumento delle indagini, continuano ad affiorare nomi di presunte cellule delle organizzazioni terroristiche che, a volte, si trovano vicino ai paesi in cui abitiamo. Per questi motivi, nessuno si sente al sicuro, ma non al punto da cambiare abitudini di vita: certo, dobbiamo prestare molta più attenzione nella nostra vita quotidiana in modo da prevenire eventuali pericoli, ma, allo stesso tempo, dobbiamo anche mantenere i nostri comportamenti, anche perché è un modo per non pensare a ciò che sta succedendo in questo momento nel mondo. E poi, attiviamo il nostro “allarme delle emergenze” solo nei casi in cui sentiamo parlare di attentati terroristici in cui cadono centinaia di vittime e non ci preoccupiamo quando ascoltiamo notizie che parlano di delitti. Non dovremmo avere paura anche in questi casi? Quindi tutti i giorni sentiamo parlare di nuovi crimini e, se ci preoccupassimo di ognuno di questi, l’unica soluzione sarebbe stare barricati in casa e non vedere più nessuno. Però questo non si chiamerebbe vivere. Perciò l’unico modo per andare avanti è non pensarci e continuare a svolgere la nostra normale vita.

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1 Comment
  1. hamid123 4 anni ago

    Complimenti per il tuo articolo!!!!Mi

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