Una lunga battaglia che ha avuto origine non molto tempo fa, quella tra i classici libri, i pesanti tomi ingialliti che dimorano nei nostri scaffali, e gli eBook, i pratici libri in formato digitale, più economici e leggeri dei concorrenti cartacei. Un conflitto ideologico tra i romantici amanti delle antiche pagine ingiallite e gli incalliti lettori digitali, pratici e concreti. Ma a chi arriderà la vittoria tra dieci, venti, cinquanta anni? Chi conquisterà un mercato globale sempre più esigente?
Certamente sono innegabili i vantaggi dell’ebook: disponibilità (grazie al download immediato del file al quale si desidera accedere); peso esponenzialmente ridotto; prezzo (gli eBook, come è ben noto, sono più economici dei libri poiché mancano delle spese accessorie di stampa e distribuzione fisica); multimedialità. L’uso degli eBook in ambito scolastico, inoltre, rende più piacevole lo studio e si mostra più vantaggioso del pesante equivalente cartaceo. Eppure, i libri hanno vinto in passato ben altri nemici, dalla televisione alla radio, attirando sempre a sé le schiere di sognatori che attraverso pagine ingiallite si proiettano in mondi lontani e meravigliosi.
Gli eBook, tuttavia, non sono esenti da critiche: i ben noti segnalibri multimediali (che non rimangono privati, bensì diventano di pubblico dominio) sarebbero infatti, secondo molti, emblema di conformismo, e sarebbero in grado di influenzare l’interpretazione del lettore ed impoverirne la rielaborazione personale, vanificandone la riflessione. I dispositivi, inoltre, sono spesso ben poco economici, possono affaticare la vista e sembrano freddi ed asettici, estranei al proprietario, per il quale il libro non rappresenta più un oggetto da collezionare, toccare, ammirare.
È innegabile che nessun libro digitale potrà mai competere con il contatto fisico con il libro, l’accarezzarne la rigida copertina, lo sfiorarne le pagine ingiallite dal tempo, l’ascoltarne il frusciare dei fogli l’uno sull’altro. Un contatto, un profumo, un fruscio, che avvicinano il lettore innamorato al mondo impresso da parole eterne nelle pagine che sfiora, un mondo di principi e cavalieri, di maghi o amori perduti. Siamo disposti a leggere i versi immortali dei grandi del passato su freddi supporti virtuali che ci allontanano da quel mondo fiabesco ed idillico di cui leggiamo? I libri vengono prestati, regalati, curati, collezionati, a volte dimenticati e poi riesumati da scaffali polverosi, per sorridere alla vista di una copertina ingiallita, memore di un passato lontano. Azioni che non possono coinvolgere gli eBook, anche se innegabilmente più comodi.
Forse tra 50 anni il mondo dell’editoria assisterà al declino delle librerie e al trionfo del mercato digitale o, come è più sensato auspicare, potrà instaurarsi un rapporto di cooperazione tra pagine e fogli digitali, inchiostro e pixel, in una faida che è solo illusoria: la cultura non conosce alcuna guerra.

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Commenti
  1. jiuli98 5 anni ago

    Ciao, volevo davvero farti i miei complimenti per il tuo bellissimo articolo, se ne leggono pochi di cos

  2. Marco 5 anni ago

    Complimenti hai scritto un bell’articolo,mi ha incuriosito ,poi,il titolo che hai usato,originale.Bella l’immagine che hai dato dei libri rispetto all’e-book.E’ vero la cultura non conosce guerra,non credo che il cartaceo soccomber

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