Il progresso della tecnologia e la possibilità di comunicare via internet, attraverso un post su Facebook o un cinguettio su Twitter, sta intaccando anche con l’espressione di se stessi e il rapporto con la società.
E’ più facile dire la propria su Facebook anziché in piazza, è più comodo cliccare “mi piace” ad un post anziché esprimere il proprio pensiero e i propri ideali in prima persona. C’è chi si nasconde dietro un social e chi invece, per un like di troppo o un tweet fuori luogo ha anche messo in pericolo la propria posizione lavorativa.
L’importanza che diamo ogni giorno alle frasi che si leggono nei social, in questo periodo di grande globalizzazione dei network, è davvero esagerata. Io vedo Facebook, Twitter, Instagram e tutti gli altri siti, semplici modi per svagarsi, per comunicare, ma sempre con rispetto verso gli altri. Solo perché il nostro pensiero appare in una bacheca virtuale non ci dà certamente l’autorizzazione di esagerare nei toni, offendendo o prendendosi gioco di situazioni o di persone. Anche perché ciò può rivoltarsi contro di noi: ne sono grande esempio il poliziotto che è stato sospeso in questi giorni per aver messo un like fuori posto e la giornalista Paola Saluzzi, sospesa per aver scritto un Tweet decisamente fuori luogo sul pilota Fernando Alonso.
Esprimersi va bene, ma sempre con rispetto!

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