Oggi giorno, si creano molti più scarti alimentari che nel 1950. Questo è causato da tutti gli imballaggi che avvolgono cibi, bibite e quant’altro, gli scarti di cibo stessi, magari perché, ad esempio, invece di mangiare una fetta di prosciutto ne abbiamo mangiato mezza. Ogni anno all’Italia, ma non solo, anche all’Europa e agli altri stati presenti nel mondo, costa vari miliardi di euro, quasi 5,6 per smaltire correttamente questi “scarti”. Infatti, per ovviare a questo problema, i ristoranti permettono ai clienti di portarsi a casa gli scarti, anche ad esempio un pezzo di pizza rimasto. Qualche anno fa anche le scuole avevano aderito a quest’idea, facendo portare gli scarti dei bambini quando mangiavano a mensa in un piccolo contenitore dal colore variabile. Infatti, a scuola, sin dalle elementari, si insegna che non va mai buttato il cibo, evitando quindi questi sprechi, mangiando tutto anche se non ci va, evitando di buttare cibo. Secondo me è utile trasmettere ai ragazzi questi insegnamenti, perché in futuro eviteranno di fare ulteriori sprechi, trasmettendo queste conoscenze anche ai loro figli/e, che di generazione in generazione anch’essi trasmetteranno.

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