La città e la vita bella e comoda non sono gradite a tutti, infatti qualche volta ai giovani o alle coppie mature capita di avere il desiderio di ricercare la natura vera, di vivere con lo zaino in spalle e con poche spese; decidere questo non è così facile, perché non è scontato che si ritrovi la felicità, ma si può andare incontro anche alla morte. Così è successo ad un giovane americano che, dopo aver terminato gli studi e l’Università, stanco della vita nella metropoli e della società consumista, decide di cambiare totalmente vita e cercare la vera wilderness inoltrandosi in territori poco esplorati con un furgone. Il film tratto da questa storia vera, INTO THE WILD, ci racconta che questo ragazzo viaggia due anni nelle terre degli Stati Uniti e in Messico dove incontra alcuni personaggi a cui trasmette il suo desiderio di raggiungere le terre dell’Alaska; qui si ciba di bacche e selvaggina, ma proprio una radice avvelenata, scambiata per commestibile, lo porta, dopo pochi giorni, alla morte, non prima di aver vergato alcuni appunti ritrovati poi nel suo camioncino. Chi decidesse di scegliere questa vita e ricercare l’ambiente non antropizzato, deve prima essere ben informato e preparato da una guida esperta su quello che lo aspetta e così non soccombere ingenuamente; bisogna ricordare, però, che quel giovane idealista è morto con il pensiero positivo di essere riuscito a raggiungere il suo scopo principale e così la sua morte sarà stata meno difficile e pesante. Altro genere di fuga è quella dalla propria famiglia, narrata ad esempio da Italo Calvino nel suo IL BARONE RAMPANTE: si tratta di Cosimo di Rondò, discendente di famiglia nobile, che dopo un litigio decide di salire sull’albero di casa sua e non scendere mai più, affrontando lassù avventure e incombenze quotidiane fino alla fine della sua vita, quando ormai vecchio e malato, per non dare la soddisfazione a tutti di vederlo finalmente a terra, si arrampica su un albero altissimo, si attacca ad una mongolfiera e sparisce nel cielo. Meno poeticamente, cambiare vita e soprattutto rifugiarsi nella natura oggi aiuterebbe anche a superare le proprie paure, per esempio di alcuni animali o del buio, insegnerebbe a vivere da soli e anche cosa significhi procurarsi il cibo, e non averlo a disposizione sulla tavola; ai nostri tempi tecnologicamente avanzati, poi significherebbe rinunciare allo smartphone, alla televisione, al computer o ai videogiochi e …. chi se la sentirebbe?

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