Mi capita spesso di vedere in varie riviste o giornali, come il National Geographic, foto di villaggi sperduti dell’Asia o del Centro Africa e di notare che le persone che vi abitano hanno sempre il sorriso.
Eppure hanno condizioni di vita peggiori delle nostre, devono combattere contro la malnutrizione, gli animali selvaggi, le malattie infettive e molto altro.
Al contrario, quando cammino per le strade della nostra provincia, mi capita di osservare le persone che mi circondano e di vedere quasi sempre volti tirati, arrabbiati, scuri, preoccupati.
Non dobbiamo affrontare i problemi che hanno le persone di Paesi poco sviluppati, ma altri molto meno gravi, però siamo sempre di fretta, nervosi e con un impegno dietro l’altro.
Ci insegnano che i giovani devono impegnarsi il più possibile nello studio e gli adulti nel lavoro per raggiungere chissà quali risultati.
Sappiamo tutti, però, che il traguardo più importante che l’uomo deve cercare di raggiungere non è il potere o la ricchezza, ma la felicità interiore. Siamo sicuri che tutti questi sacrifici portino alla felicità? Non sarebbe meglio che le cose andassero come vogliono andare e accontentarsi del poco che si può avere senza tanti affanni?
Spesso, infatti, sono le persone più ricche e potenti ad essere le più infelici: sono moltissimi i casi di suicidi, divorzi, problemi di alcolismo e depressione tra famosi attori, imprenditori, politici e via dicendo. L’animo umano è portato ad avere sempre di più senza accorgersi che la felicità è nelle piccole cose.
Nonostante tutto, però, penso che per carattere e per avere ormai acquisito una mentalità occidentale non riuscirei ad abituarmi ad una esistenza piatta e senza molte comodità, che diamo ormai per scontate ed a uno stile di vita completamente diverso.
Superare le sfide quotidiane e le difficoltà che pensavi irraggiungibili dà delle soddisfazioni indispensabili soprattutto per noi giovani.
Probabilmente come sento spesso dire “il giusto sta nel mezzo” cioè non va bene affannarsi troppo magari fino ad arrivare all’esaurimento nervoso, ma neppure lasciarsi andare ad un’esistenza senza stimoli che secondo molti sono “il sale” della vita.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account