Nella nostra infanzia e nei primi anni della nostra adolescenza ci è capitato più volte di leggere libri in cui i personaggi affrontavano chissà quali pericoli e vivevano una vita piena di misteri, di avventure e attraverso mille peripezie coronavano i loro sogni. Abbiamo fantasticato ad occhi aperti sognando mondi sconosciuti, foreste, savane e città piene di mistero. Nei nostri sogni di bambini ci siamo sentiti parte del mondo di Sandokan; abbiamo vissuto avventure nei mari del Sud, abbiamo attraversato il Sahara. Questo spirito di avventura ci ha accompagnato nella nostra crescita e ci accompagna anche nella vita attuale. La differenza sostanziale è che il pensiero di abbandonare il nostro paese, la nostra Italia, non si basa più sul concetto di andare a vivere una vita fatta di avventure e di mistero, bensì su quanto cominciamo a percepire dai discorsi degli adulti. Sentiamo ogni giorno di pensionati che hanno scelto, o per meglio dire sono stati costretti ad emigrare per poter sbarcare il lunario. La pensione che dopo tanti anni sono riusciti a conseguire non è sufficiente per fare una vita decorosa in Italia e quindi a migliaia se ne sono andati in Tunisia piuttosto che in Marocco, in Portogallo o in Bulgaria o alle Canarie. Sicuramente in loro non alberga un sentimento di ricerca dell’avventura ma il bisogno reale di poter passare i loro ultimi anni in maniera dignitosa, cosa che probabilmente non riuscirebbero a fare vivendo in Italia. Parimenti sentiamo di adulti e giovani laureati e non che emigrano all’estero per cercare lavoro. Si è purtroppo tornati in una qualche maniera ai tempi della fine dell’ottocento e dei primi anni del novecento che hanno visto partire migliaia di italiani che per sfuggire la miseria sono emigrati ai quattro angoli dell’universo. Dall’Argentina all’Australia, dalla Germania agli Stati Uniti non vi è città in cui non ci sia una seppur piccola comunità italiana. Sono andati alla ricerca di avventura? Sicuramente no. Hanno mollato tutto o meglio sono stati costretti a mollare tutto quello che di più caro avevano, dalla famiglia agli amici per poter avere un futuro più dignitoso. Hanno affrontato l’ignoto per un bisogno. Il bisogno di poter dare alla loro famiglia un’esistenza meno misera di quella che stavano vivendo in Italia. In questi ultimi anni, data la crisi che continua ad attanagliare il nostro paese, molte persone, sicuramente dopo aver soppesato pro e contro, dopo aver valutato cosa si lasciava e cosa si poteva trovare, hanno fatto una scelta di vita. Chi all’improvviso si è trovato senza un lavoro, chi si laurea e dopo mille inutili tentativi non riesce a trovare un’occupazione dignitosa e che rispecchi le aspettative che si hanno dopo una vita di studi. Tutte queste persone si trovano ad effettuare una scelta di vita che non si basa certo sul bisogno di avventura ma sul bisogno di poter avere un futuro che l’Italia non può più garantire ai suoi cittadini. Veniamo a noi. Non viviamo sicuramente sulla Luna e stiamo percependo anche noi che questo è un momento particolarmente difficile per la nostra società. Dovremmo sperare che la situazione nei prossimi anni migliori e quindi si vengano a ricreare condizioni di sviluppo, di crescita economica che ci possano permettere di trovare un lavoro che soddisfi le nostre aspettative, che sia il giusto coronamento alla fine del nostro corso di studi. Vogliamo essere ottimisti e quindi se un giorno decideremo di mollare tutto per andare a vivere dall’altra parte del mondo sarà perchè lo avremo scelto volontariamente. Avremo lasciato il nostro paese, i nostri amici e le nostre famiglie perchè lo avremo voluto. Il bisogno di avventura, di affrontare una nuova vita totalmente diversa sarà stato tanto forte da farci mollare tutto. Crediamo però che le condizioni che si sono venute a creare soprattutto in Italia ma anche in altri paesi siano talmente tanto problematiche e di difficile risoluzione almeno per parecchi anni. Non crediamo che si possa verificare nel medio periodo un’inversione di tendenza e quindi si ricreino condizioni che ci permettano di essere ottimisti su un roseo futuro vivendo in Italia. Pensiamo perciò che purtroppo potremmo essere costretti a lasciare i nostri paesi per andare a lavorare e vivere all’estero. Non sarà quindi per una voglia di avventura ma per un bisogno. Magari qualcuno di noi lo farà volontariamente perchè sentirà la sua vita sacrificata nel vivere nel suo paese. Non c’è dubbio che il fascino dell’avventura alberghi comunque nell’animo di tante persone e quindi qualcuno deciderà di vivere una vita diversa, più piena e meno monotona. Se mai decidessimo di fare la scelta di mollare tutto, sciogliere le vele e andare speriamo di farlo perchè lo avremo voluto e non perchè saremo stati costretti.
Alessandro Battellini

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