Mollare tutto. Sembra bello! Liberarsi di tutti i pensieri e di tutte le preoccupazioni. Partire ed andarsene via, viaggiare, vivere liberi da impegni, doveri e costrizioni. Un’idea allettante che sfiora chiunque prima o poi. Ma è davvero tutto rose e fiori?
Sarà che sono testarda, ma l’idea di abbandonare completamente qualcosa a metà strada non mi è mai piaciuta. Capita nella vita di dover fare delle scelte importanti, di dover intraprendere un cammino invece di un’altro e di dover rinunciare a qualcosa, ma quelle sono situazioni di estrema necessità. Il mio carattere mi porta sempre a pormi degli obiettivi e a cercare di raggiungerli. Il pensiero di abbandonare i miei progetti, i miei sogni, i miei programmi per evitare fatiche e dolori non mi ha mai allettato. Ho sempre pensato che ‘mollare tutto’ fosse sinonimo di debolezza. Se non sono capace di affrontare al meglio gli ostacoli che il mio cammino mi presenta, anche se questo cammino me lo sono scelto proprio io, lo abbandono, cambio strada e cerco la via più semplice. Ecco, questa per me è debolezza!
C’è poi chi non abbandona il suo sogno, ma lo insegue; anzi, abbandonare tutto della propria vita e costruirsene una nuova rappresenta proprio il loro obiettivo di vita. Potrebbe sembrare una contraddizione, ma è anche una parte del mio grande sogno. Per cercare di mettere in pratica i propri progetti e di avverare i propri sogni, a volte, bisogna davvero cambiare vita. Bisogna davvero trovarsi sull’orlo di un precipizio, in una situazione in bilico, per capire quali sono le cose che desideriamo veramente. Partire con il minimo essenziale e lasciarsi tutto alle spalle per capire la vera essenza della vita, della natura e della felicità. Questo sì che è un bel modo di ‘mollare tutto’!
Certo, vivere un’intera vita in questo modo potrebbe non essere soddisfacente. Si potrebbe arrivare ad una certa età e guardarsi indietro, chiedendosi che cosa si è fatto nella propria vita, cosa abbiamo combinato di buono per noi, per le persone che ci stanno attorno e per il mondo intero.
Andarsene deve essere la partenza del grande viaggio della nostra vita, non il viaggio in sé. Andarsene via da tutto e tutti dovrebbe avere un scopo o, per lo meno, un senso. Viaggiare è sempre bello e appagante, ma ancora di più se si ha l’obiettivo di imparare qualcosa dal viaggio, di crescere come esseri umani e di tornare come persone migliori. È un po’ come andare in montagna. Parti con l’idea di arrivare in cima. Durante la salita possono succedere molti imprevisti e questo può indurti a cambiare piani, a scendere subito a valle o, magari, a prendere un altro sentiero che può portare alla stessa meta iniziale o farti scoprire un nuovo paesaggio. Qualsiasi strada fai, qualsiasi paesaggio tu decida di vedere, prima o poi, dovrai tornare a valle. E quando si torna dalla montagna c’è sempre qualcosa dentro di noi che è cambiato, perché abbiamo capito e provato sulla nostra pelle che la fatica, a volte, ripaga. Ma non ci sarà mai bel paesaggio, senza fatica. Non ci sarà mai un bel lieto fine, senza un po’ di sacrificio. Non si potrà mai essere felici pensando di ‘mollare tutto’ per evitare fatiche e dolori. Così la penso io, così mi hanno insegnato le montagne.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account