Alla mia età è quasi impossibile pensare di cambiare vita; per me la vita sta solo incominciando e spero di riuscire a trascorrerla secondo i miei interessi i miei desideri: lavorare facendo la pettinatrice e aprirmi un mio negozio; formarmi una mia famiglia poter allevare e crescere dei bambini in una casa serena.
Posso capire che certe persone, stanche della vita che hanno vissuto e che non ha dato loro alcuna soddisfazione, anzi, ha impedito loro di essere se stesse e autentiche si sentano, ad un certo momento della loro esistenza, soffocare e siano colte da un desiderio irrefrenabile di cambiare vita.
Tra queste persone ci sono giovani e persone che hanno raggiunto la piena maturità, ma si sentono stanche, vuote e prigioniere di un meccanismo che le ha schiacciate e travolte.
Quasi tutti hanno una buona occupazione, sono bene inseriti nel mondo del lavoro, ma decidono improvvisamente di abbandonare tutte le sicurezze e le certezze in cui si erano adagiati.
Partono con lo zaino in spalle, pochissimo bagaglio e pochi soldi e, allontanandosi dal luogo in cui vivevano, vanno alla scoperta del mondo e di se stessi!
Ogni giorno devono trovare il modo di soddisfare le loro più essenziali necessità e scoprono così che sono ben pochi i veri bisogni, mentre tutto il resto a cui prima davano tanta importanza è solo un falso bisogno; si rendono conto che la libertà e l’autenticità consiste soprattutto nel non farsi schiavi di false necessità che obbediscono alla logica di una società dominata dalla spietata legge della produzione e dei consumi, nella quale si trova nè serenità nè pace nè vera felicità.

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