Non è giusto. Molti elemosinanti vivono nella disperazione e nella povertà, e riescono ad andare avanti di giorno in giorno solo grazie a chi decide di compiere un atto di carità e di dare una speranza a questa povera gente. È anche vero però che non sempre dietro a chi chiede l’elemosina c’è una persona bisognosa. Distinguere in questo caso è difficile ma non impossibile. Spesso vengono usati dei bambini o delle persone camuffate che fingono di essere malate, per creare nei passanti compassione e sgomento, nel tentativo di ottenere un contributo maggiore. Ma cosa si potrebbe fare allora? Nel dubbio si potrebbe offrire da mangiare o da bere a queste persone, invece che propinare loro dei soldi, evitando quindi che li usino per altri scopi, questo non potrebbe essere multato ne tantomeno contestato e impedirebbe a chi vuole arricchirsi sulla bontà della gente di farlo. Penso che generalizzare in questo modo non sia assolutamente giusto, e soprattutto che la bontà non debba essere un reato.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2019 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account