“Tratta il prossimo come vorresti essere trattato tu” ognuno di noi si è sentito ripetere questa frase da bambino ed ognuno di noi è stato bene o male educato al rispetto delle altre persone e alla carità o comunque all’aiutare chi ne ha bisogno. Se la carità la si insegna ai bambini allora che male c’è ad aiutare un povero vagabondo che elemosina per strada? Qualcosa di male, secondo la legislazione italiana, c’è. Tanto che è stata emanata un’ordinanza mensile che impedisce di fare la carità che è considerata sanzionabile con multe dai 25€ ai 500€. Questo perché c’è il sospetto che i cosiddetti “accattoni”, nonché i poveri che racimolano monetine per strada, siano parte di un qualche racket o comunque siano coinvolti o sfruttati da qualche associazione a delinquere. Nonostante non si possa distinguere un vero bisognoso da un bisognoso “finto” l’ordinanza è in atto e ha già fatto incassare una buona somma all’erario. I dati Istat comunicano che i ricavi delle multe per elemosina vanno ad aiutare famiglie povere, in un qualche modo quindi, i soldi tolti ai poveri andrebbero ad altri poveri. L’organizzazione statale italiana non è delle più efficienti e si sa ma probabilmente è un po’ eccessivo multare un’azione insulsa come lo scambio di qualche monetina con sanzioni ben più rilevanti di due o tre euro. L’elemosina, più che un favoreggiamento alla delinquenza, è un atto di gentilezza e umanità che andrebbe apprezzato ed emulato piuttosto che punito.

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Commenti
  1. niti 5 anni ago

    Dai e ti sar

  2. nicotiri 5 anni ago

    Ciao,
    hai scritto un buon articolo, corretto e scorrevole. Di modi di dire ce ne sono molti e hai ragione credo che ognuno sia libero di scegliere se fare o meno dell’elemosina.Nel Vangelo si dice dare da mangiare agli affamati e da bere agli assetati, io credo siano parole da tenere in considerazione.
    Buon lavoro.

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