Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha varato un nuovo provvedimento per contrastare l’incremento dell’attività di accattonaggio in città e prevenire i fenomeni illegali, in particolare in occasione degli eventi e delle manifestazioni fieristiche in programma. Nel caso in cui gli agenti di polizia incrociassero un qualsiasi passante, sia che esso sia a conoscenza dell’illegalità dell’azione svolta, sia che esso non ne sappia assolutamente nulla, come nel caso di un turista, durante l’atto di offrire del denaro a uno dei tanti accattoni distribuiti per il centro storico, si rischia una multa che varia dai 25 a 500 euro. Da ciò nasce un’incongruenza: i cittadini, fedeli ai valori cristiani di carità e benevolenza, disposti a fare elemosina ai clochard, si ritrovano a dover pagare una multa, il cui denaro verrebbe destinato ai servizi sociali, per poi finire nell’acquisto di beni alimentari e vestiti per coloro che si trovano in difficoltà, i “clochard” stessi! Si tratta quindi di un circuito chiuso: sia che venga fatta elemosina ai poveri sia che venga pagata la multa, il risultato finale è il medesimo.

La faccenda in realtà è molto più complessa di quanto sembri all’apparenza, poiché le cause che risiedono a monte dell’ordinanza del sindaco sono collegate alla possibile presenza di un racket organizzato per lo sfruttamento di minorenni, disabili e anziani.

Ecco allora che il provvedimento acquista di senso: i soldi ricavati dalle multe sono un mezzo sicuro per combattere la povertà, quelli offerti direttamente agli interessati no.

0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

    Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2022 osservatorionline.it

    Effettua il login

    o    

    Hai dimenticato i tuoi dati?

    Crea Account