In Italia si trovano in condizione di povertà circa 8 milioni di persone; di questi circa 3 milioni vivono in povertà assoluta, cioè non dispongono di un reddito sufficiente a procurarsi l’essenziale per vivere: il 5% della popolazione.
I così detti “mendicanti”, che oggi riempiono le nostre strade, non sono diversi da noi e dovrebbero avere le nostre stesse opportunità.
La maggior parte di queste persone non ha una famiglia, una casa, un tetto, un letto…un amico; il problema è capire chi ha davvero bisogno di aiuto.
É vero, noi non abbiamo alcun dovere nei loro confronti, non abbiamo l’obbligo di aiutarli, ma siamo umani e dovremmo mostrare la nostra compassione e l’altruismo.
Stanno tutto il giorno seduti per strada con il loro cartone che racconta in 2 parole la loro storia, quasi nessuno si avvicina, vengono ignorati, nessuno si preoccupa di loro; Eppure ritornano giorno dopo giorno sognando non ricchezza, ma la possibilità di avere un amico e di incominciare una nuova vita. Sono più forti e coraggiosi di molti di noi nel sopportare dignitosamente la loro condizione.
Le persone che fanno pagare multe a chi aiuta il prossimo non hanno capito niente, anche se dicono che i soldi accumulati andranno ad associazioni benefiche o di assistenza sociale.
I “mendicanti” non hanno solo bisogno di denaro, ma anche di piccoli atti di carità, perché riconoscono che nell’umanità c’è ancora del buono e si sentono in qualche modo “amati”.
Noi dovremmo avere il diritto di scegliere a chi dare il nostro aiuto, non solo economicamente, ma anche moralmente, senza preoccuparci delle conseguenze.

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