Sguardi vuoti e tristi,bocche desiderose di una pietanza,corpi abituati a dormire sotto i ponti… Sono immagini che si vedono quasi quotidianamente purtroppo… “Per favore signora,può darmi un euro?”. Lo si sente spesso all’uscita di un centro commerciale e altrettanto spesso si fa finta di non averlo sentito. Li etichettato come vagabondi,barboni,senzatetto,malviventi… Il termine “poveri” sembra essere in disuso in questa situazione. Eppure i “vagabondi”,come li chiamate voi,cercano cibo nei cassonetti della spazzatura perché non hanno alcun modo per sfamarsi;i barboni,mentre state al calduccio nelle vostre case,sopportano il freddo servendosi di un cartone o al massimo di una coperta;i senzatetto hanno perso i loro affetti,hanno perso la battaglia e non hanno più sogni perché sanno che non si esaudiranno mai. Muoiono perché privi di ciò che serve per vivere ,ma la morte di un barbone non fa notizia. Se potete,ragnatele almeno di uno sguardo quelle persone che vi chiedono un pezzo di pane. Evitate dipassargli davanti come se non esistessero e immaginatevi,per un istante,al loro posto. Fa paura,vero? Beh,condannare chi aiuta il prossimo mi sembra una follia. Una bella canzone di qualche anno fa diceva “La povertà non è un destino amaro,si può fermare…si può cambiare!”. Multare colui che cerca di metter fine a quello che è visto come un “destino amaro” non mi sembra affatto giusto,ma è questione di punti di vista…

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