Ha suscitato clamore l’ordinanza del Sindaco veronese Tosi, che ha imposto una multa per chi fa elemosina, per un importo che va da 50 a 500 euro. Presa così, la notizia fa sembrare il sindaco un insensibile dal cuore di pietra, ma la realtà è un’altra. Pare che molte di coloro che fanno accattonaggio in realtà dipendano da un’organizzazione criminale alle spalle, che sfrutta e spinge donne, anziani e bambini a chiedere l’elemosina per poi raccoglierla ed utilizzarla in scopi poco umanitari come alcool, droga o altro. L’iniziativa del sindaco è rivolta proprio a debellare queste organizzazioni, infatti i soldi raccolti dalle multe non andranno ad arricchire le casse del Comune ma a favore dei servizi sociali e delle associazioni che si occupano appunto di assistere gli indigenti. In questo modo, i poveri “reali” rivolgendosi a queste strutture potranno trovare assistenza per cibo, salute, abiti e magari anche per trovare un alloggio e, perché no, un lavoro. Avere una struttura di riferimento permette di conoscere la realtà circostante: gli operatori, spesso volontari di queste organizzazioni, sanno come trattare con i poveri, riescono ad entrare in confidenza, a capire il perchè della loro situazione ed accorgersi se sono vittime di sfruttamento e violenza, per poi eventualmente farle aiutare dalle strutture preposte o fare intervenire le forze dell’ordine. Il provvedimento del Sindaco, quindi, non è negativo come sembra, anzi sembra finalizzato a migliorare la situazione per tutti, soprattutto per i più bisognosi e speriamo che vada proprio così.

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