Avere un cuore d’oro e possedere il dono della generosità sono delle virtù, ma oggigiorno sembra che non sia così. Il sindaco di Verona ha deciso di multare, attraverso una condanna che va da 25 a 500 euro, tutte le persone che aiutano i poveri. Egli si è giustificato dicendo che, talvolta, coloro che chiedono l’elemosina sono dei racker, ovvero dei falsi poveri, che possono nuocere ai veronesi. Questa può essere una motivazione valida, qualora fosse fondata, ma i dati riguardanti l’economia italiana vanno in un’altra direzione. L’Istat ci informa che 1 cittadino su 4 è a rischio povertà, questi valori sono più accentuati nel meridione, dove l’8,6% degli abitanti vive in tale condizione. Restano oltre 6 milioni di italiani che vanno ben oltre il rischio di povertà e non hanno denaro a sufficienza neanche per alimentarsi adeguatamente. Nel meridione, le famiglie non hanno abbastanza soldi per garantire un paio di scarpe e un pasto caldo al pranzo della domenica, l’occorrente scolastico e un tetto sulla testa ai propri figli. Questi dati fanno rabbrividire. Un genitore che non può assicurare una vita adeguata alla sua famiglia cade in una pessima condizione psicologica, e purtroppo sentiamo spesso notizie riguardanti dei suicidi. La politica e le istituzioni non fanno altro che scaricare le colpe sugli altri, invece d’impegnarsi a far rialzare l’economia del nostro paese. A noi giovani è stato affidato un duro compito: essere creativi al fine d’inventare nuovi lavori e assicurare un futuro migliore all’Italia. Nel momento in cui una persona chiede l’elemosina, mettendo da parte magari l’orgoglio e la dignità, necessita di aiuto. Multando coloro che danno una mano ai poveri, si diffonde maggiormente il valore dell’egoismo. Doniamo soprattutto sorrisi ai meno fortunati e intratteniamoli con dei discorsi, tali cose non saranno oggetto di punizioni.

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