Ha fatto molto scalpore l’ordinanza del Sindaco di Verona, Tosi, che sanziona con una multa tutti coloro che fanno l’elemosina agli accattoni nel centro storico della città. Il ricavato delle multe dovrebbe servire a finanziare i servizi sociali e le associazioni benefiche specializzate nell’aiuto dei senzatetto.
Secondo il sindaco, questa decisione è stata presa in quanto la polizia municipale ha scoperto un vero e proprio racket dell’accattonaggio, cioè organizzazioni criminali che sfruttano minorenni, disabili, immigrati, anziani suscitando pietà per ottenere, giornalmente, i soldi delle loro elemosine.
Non sempre, però, dietro il fenomeno dell’accattonaggio c’è la criminalità organizzata, perché spesso gli accattoni sono veramente persone bisognose che vivono ai margini della società o perché hanno perso il lavoro o per motivi di droga, alcool oppure per disturbi psichici.
Fare l’elemosina è un gesto di generosità che viene compiuto da coloro che credono fortemente nei valori cristiani della carità e dell’aiuto verso il prossimo e nel momento in cui la si fa è difficile, anzi impossibile, distinguere un vero povero da uno collegato al racket.
Può, quindi, capitare che l’elemosina sia destinata involontariamente a persone che non ne hanno effettivamente bisogno, in spregio a coloro che sono veramente in difficoltà.
Ma, anche se dovesse capitare ciò, è ingiusto punire con una multa chi compie un gesto di altruismo e che spesso non è né ricco né benestante.
Personalmente non condivido l’ordinanza del sindaco Tosi, innanzitutto perché il fenomeno dell’accattonaggio non si risolve con le multe, ma intervenendo direttamente sul problema e, quindi, aumentando i controlli della polizia sul territorio in modo da punire chi sfrutta i più deboli per arricchirsi.
Inoltre, la decisione di applicare le multe solo per un periodo limitato alla durata della fiera di Vinitaly, in cui arrivano molte più persone del solito, mi dà l’impressione che sia stata presa solo per aumentare le entrate comunali anche se il sindaco ha stabilito che serviranno per finanziare i servizi sociali.
Ma, soprattutto, non la condivido perché, come ho detto prima, donare qualcosa a chi ci appare in difficoltà è un gesto nobile che nasce spontaneamente dalla generosità delle persone e non ritengo giusto che si debba essere puniti per questo.
Allo stesso tempo, però, ritengo che sia molto utile, più che fare l’elemosina, sostenere le associazioni benefiche perché sono le uniche che possono veramente aiutare le persone bisognose ad avere una vita più dignitosa.

0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

    Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2022 osservatorionline.it

    Effettua il login

    o    

    Hai dimenticato i tuoi dati?

    Crea Account