Da qualunque parte noi ci voltiamo mentre camminiamo per le strade del nostro paese, e soprattutto tra quelle delle grandi città più importanti, vediamo ragazzi, donne, uomini e spesso anche bambini seduti a terra, che reggono cartelli o oggetti che possano attirare l’occhio del passante e arrivare al loro cuore, per indurli a regalare loro anche un solo euro, che per noi è un nulla, mentre per loro può rappresentare la salvezza per quella giornata, un giorno in più nella loro vita fatta di stenti e difficoltà. E perché allora multare coloro che per una volta rinunciano al proprio egoismo per aiutare chi vive in una situazione peggiore della loro, e mettono da parte un po’ di loro stessi per offrirsi agli altri, in un gesto semplice ma di estrema generosità, soprattutto in questa società dominata dall’indifferenza verso gli altri, in cui siamo portati a preoccuparci solo del nostro piccolo mondo e camminare a testa bassa senza badare a coloro che sono vicini a noi? Trovo quindi l’iniziativa del comune di Verona sbagliata e anche controproducente in quanto, partendo dal presupposto che ogni persona è libera di scegliere autonomamente se fare o meno elemosina, se coloro che decidono di regalare qualche moneta a un mendicante fuori dal supermercato o lungo la strada sono soggetti a multe salate allora la maggior parte di essi per evitare conseguenze e riscontri abbandonano l’idea, lasciando manovrare le proprie azioni di chi si trovo al potere. E come effetto immediato i soldi che dovrebbero essere destinati alle famiglie italiane colpite maggiormente dalla crisi e costrette a vivere in situazioni degradanti non esisterebbero. E quindi per comprendere meglio tale fenomeno che si sta mettendo in atto, bisogna collocarlo in un contesto politico, poiché ha un valore politico: evitare che i cittadini donino soldi agli immigrati che sono costretti a chiedere l’elemosina, e quindi cercare di far prevalere gli interessi e le idee politiche degli uomini a capo, che possono agire nei territori di cui hanno il controllo. Pensiero che si schiera dalla parte opposta rispetto, ad esempio, a quella portata avanti dai recenti discorsi da parte del Papa, nei quali invita il popolo italiano a buttare giù i muri ed aprirci all’accoglienza, ad accettare il fenomeno dell’immigrazione e gli immigrati, che molto spesso vediamo come un peso, come una macchia nera nella società italiana, invitando all’integrazione. E quindi per poi giustificare questa iniziativa, i soldi raccolti con le multe sono destinati alle famiglie italiane che vivono in precarietà, così da apparire generosi agli occhi degli altri, poiché è raro che azioni benevole e bendisposte siano fine a se stesse.
Certo, molto spesso i mendicanti che incontriamo per le strade sono collegati ad un racket ma non possiamo sapere quali ne facciano parte e quali invece, costretti dalla miseria in cui vivono e dall’impossibilità magari di offrire un’istruzione e una vita felice ai propri figli e alla propria famiglia, mettono da parte l’orgoglio e girano per le strade, sperando in qualcuno disposto ad una buona azione. E quindi non condivido l’iniziativa presa dal comune di Verona e trovo che sia solo uno degli strumenti della politica che si oppone al fenomeno dell’immigrazione e tenta in tale modo di sradicarlo togliendo loro i fondi e le risorse.
Laura Feliziani

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