Fuori dalle chiese, nei parcheggi, passeggiando per le vie: ormai è quasi impossibile non incontrare qualche povero che chiede l’elemosina per le strade! Sfortunatamente, la crisi non ha risparmiato nessuno e oggigiorno sempre di più sono coloro, che caduti in miseria, si ritrovano in condizioni terribili, costretti a girovagare per le città, implorando per qualche euro. Davanti a tali disgrazie, sono davvero pochi quelli che mantengono la freddezza necessaria a rifiutarsi di aiutare questi bisognosi. È anche vero, però, che tra i mendicanti ci sono quelli che lo fanno per professione, approfittando del buon cuore dei passanti per far credere di essere in situazioni disperate e guadagnare qualcosa in più. Questa è probabilmente una delle principali motivazioni per cui molti, ultimamente, sono quasi infastiditi vedendo degli uomini chiedere l’elemosina. Verso costoro, proprio per la falsità di alcuni, si è sviluppata una sfumatura di disprezzo verso questi mendicanti, tanto che nei giorni scorsi nella città di Verona è stata emanata una legge che prevede di multare chiunque venga sorpreso a dare l’elemosina. Questo provvedimento da parte del sindaco Flavio Tosi nasce sostanzialmente dal sospetto che molti di questi accattoni siano collegati a un racket organizzato per lo sfruttamento di minori, disabili e anziani. Basandosi su tali motivazioni, questa nuova legge non sembra nemmeno tanto ingiusta, ma non è corretto punire così coloro che, in assenza di prove, potrebbero essere innocenti e utilizzare davvero l’elemosina come unico mezzo per sopravvivere e magari anche per mantenere la propria famiglia. Multare chi compie un’opera di bene non è la soluzione per fermare queste organizzazioni di sfruttamento, bensì un modo crudele per far morire di stenti decine e forse centinaia di persone. Decidere se fidarsi o meno di chi implora aiuto è una scelta che ognuno deve fare individualmente, senza costrizioni o divieti.

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