Il Ministro della Salute, in una nota emanata il 21 marzo 2011, riapriva lo scontro sulla corretta applicazione della Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia, tentando di riaprire la possibilità di tagliare code e orecchie ai cani, in particolare quelli utilizzati per la caccia e lo sport. Il taglio di orecchie e coda è vietato anche per i cani da caccia. Lo ha stabilito un’ordinanza ministeriale che estende il divieto di interventi “non curativi” precisando che le eccezioni devono essere stabilite dal veterinario e devono riguardare il singolo animale e non più razze o categorie.
L’ordinanza ministeriale vieta gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi per la protezione degli animali da compagnia. Quindi la convenzione mira ad assicurare il benessere degli animali domestici.
Con il nuovo provvedimento si potrà procedere agli interventi solo ed esclusivamente se per scopi curativi. Niente eccezioni di mutilazioni per fantomatiche classi di cani da lavoro. Inoltre, i cani operati non si potranno neanche esporre.
La mutilazione va assolutamente vietata e deve comportare una sanzione grave a chi la compie illegalmente. Un cane non è un giocattolo che va modificato quando si vuole, ma un essere vivente che va trattato con cura e soprattutto, un amico.

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